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sabato 11 ottobre 2014

Il sumo

Il sumo è lo sport nazionale del Giappone, ed è un'arte marziale che consiste nello estromettere o atterrare l'avversario e di farlo finire fuori dalla zona di combattimento (dohyo).
ORIGINI
Le origini del sumo risalgono agli inizi del VI secolo, sviluppatosi dalle radici degli antichi riti religiosi scintoisti e dalle preghiere in richiesta di raccolti abbondanti. Lo sport in principio era più ruvido rispetto alla versione moderna, con la presenza di elementi di combattimento simili alla boxe e al wrestling. I primi gruppi professionistici cominciarono a formarsi nei primi anni del XVII secolo.
I CONTENDENTI
Due lottatori esclusivamente maschi (rikishi) si affrontano nel dohyo. I lottatori sono organizzati in una graduatoria generale detta banzuke secondo princìpi di capacità e forza e non in categorie di peso. Caratteristica distintiva dei lottatori di sumo è l'indossare come capo di abbigliamento un particolare perizoma (mawashi) e acconciare i loro capelli con una particolare crocchia (oi-cho mage).
Nel sumo amatoriale i lottatori possono essere di sesso femminile ma la cosa è impensabile nel sumo professionistico vero e proprio. I praticanti di sumo possono anche essere chiamati sumotori ma diventano noti come rikishi quando diventano professionisti. Le categorie del sumo sono molteplici e partono dalla divisione minore, jonokuchi, per poi passare rispettivamente a jonidan, sandanme, makushita, juryo e makuuchi. Nello specifico sono chiamati makushita-tsukedashi quei rikishi che invece di cominciare il loro percorso professionale dal rango più basso (jonokuchi) vengono immediatamente proposti nella terza divisione (makushita) come novità.
Ciò avviene quando dei giovani particolarmente promettenti vincono i tornei giovanili di Mae-Zumo (cioè pre-sumo) dei mesi di settembre, ottobre, novembre e dicembre. I vincitori di uno dei primi tre tornei vengono inseriti nel ranking makushita col grado di makushita 15 (il livello va a decrescere sino a giungere al livello 1, che è quello più importante) mentre coloro che vincono uno di essi e anche il torneo di dicembre vengono proposti come makushita 10. Costoro, sia che si tratti degli ms 15, sia che si tratti degli ms 10, possono essere inseriti nel nuovo ranking entro 1 anno dai loro trionfi amatoriali. Si dice che nel caso si tratti di lottatori stranieri (cioè non giapponesi) costoro devono essere circoncisi prima di poter accedere al loro nuovo rango.
Fatto curioso, certamente, anche se non se ne conosce la motivazione, che forse si rifà ad antiche tradizioni locali. Più in alto della categoria makushita ci sono le due divisioni professionistiche del sumo (chiamate sekitori): gli juryo (o jumaimae, una sorta di serie B del sumo) e i makuuchi (o makunouchi) che rappresentano la divisione maggiore e che a loro volta sono suddivisi in maegashira (dal livello 16 al livello 1) e sanyaku, cioè i grandi campioni (segmentati in komusubi, sekiwake, ozeki e yokozuna, che è il top del top). Lo yokozuna è il grande campione per eccellenza del sumo ed è distinguibile perché durante l'ingresso sul dohyo indossa una pesante corda annodata detta tsuna. Lo yokozuna non può mai retrocedere dal suo rango (come invece può accadere agli altri lottatori) ed abbandona la carica solo dopo il ritiro (intai).
OBIETTIVO DELL'INCONTRO
Lo scopo dell'incontro è atterrare l'avversario o spingerlo fuori dal dohyo.
DIVIETI
È vietato, durante un combattimento:
- colpire con la mano a pugno;
- infierire con le dita negli occhi;
- tirare i capelli;
- colpire i genitali;
- colpire contemporaneamente le orecchie con i palmi delle mani;
- afferrare la gola;
- tirare calci al petto e/o all'addome;
- piegare all'indietro le dita;
- perdere il Mawashi e rimanere completamente nudi sul dohyo durante un incontro ufficiale (pena la squalifica immediata).
Quest'ultimo divieto fu introdotto nel 1913 per adeguare il Sumo alla morale cristiana occidentale riguardo alla nudità. La necessità di istituire tale regola fa presumere che prima del 1913 avvenissero anche combattimenti tra lottatori totalmente nudi.
I TORNEI
I tornei tra sumōtori professionisti si svolgono a Edo sin dal 1623, ma coll'andare del tempo il loro numero passò da uno all'anno durante l'epoca kansei (1789-1800) a sei annuali: tre a Tokyo in gennaio, maggio e settembre, uno a Osaka in marzo, uno a Nagoya in luglio ed uno a Fukuoka in novembre. Ogni torneo (場所 basho, letteralmente "luogo") inizia di domenica, dura quindici giorni e vengono svolti molti incontri in cui i rikishi affrontano ogni giorno un avversario diverso. Il rikishi che dovesse vincere più incontri degli altri vince il torneo; solo se il rikishi riesce a vincere otto incontri su quindici può mantenere la propria posizione nella graduatoria detta banzuke (ばんづけ 番付), ulteriori vittorie o sconfitte ne determinerebbero la promozione o la retrocessione; questi ranghi sono fondamentali poiché solo un sumōtori capace di entrare nei primi cinquanta campioni sekitori (関取) potrà aver diritto ad un vitalizio e a degli assistenti.
Il grado più alto è quello di yokozuna (よこづな 横綱, letteralmente "ampia corda") che un lottatore può raggiungere se vince due tornei di fila, ottiene punteggi altrettanto degni e possiede le qualità morali necessarie al titolo che saranno valutate da un apposito comitato nazionale; uno yokozuna diviene egli stesso una semi-divinità scintoista e riceverà un generoso vitalizio anche a fine carriera. Lo yokozuna deve incarnare l’ideale del lottatore di sumō, difatti nel caso non riuscisse a vincere otto scontri nel corso di un torneo non sarebbe retrocesso, ma ci si aspetterebbe il suo ritiro.
IL SUMO
Il sumo, oltre che sport di combattimento, è considerato essere una vera e propria forma d'arte.
I PRINCIPALI RITI
I riti principali relativi al sumo sono:
Lo shiko: è un movimento particolare nel quale un rikishi si posiziona a gambe larghe con le ginocchia piegate e, alternativamente, solleva le gambe in aria cadendo poi con leggerezza. Tale movimento ha finalità ginniche di stretching ed anche rituali per allontanare demoni ed intimorire l'avversario.
Lo Yokozuna dohyohiri: la giornata di combattimenti non può avere inizio prima dell'ingresso ufficiale dello yokozuna e dell'esecuzione di movimenti tradizionali che vedono il grande leader del banzuke compiere il rituale propiziatorio.
Il Makuuchi dohyohiri: tutti i rikishi della categoria dei Makuuchi all'inizio della giornata di combattimento salgono sul dohyo e si presentano al pubblico. La presentazione prevede un cerimoniale fatto di movimenti tradizionali con le braccia e di scaramantici movimenti con un particolare grembiule detto kensho mawashi colorato con i simboli rappresentanti il rikishi.
Il lancio del sale: prima di ogni incontro, i rikishi raccolgono da un apposito contenitore una manciata di sale e la lanciano sul dohyo. Tale gesto è propiziatorio e ben augurante finalizzato a proteggere i rikishi da sfortunati scontri, ferite, infortuni e cadute.
IL SUMO SPORTIVO
A differenza di quanto avviene nel sumo tradizionale, le cui regole sono dettate dalla storia, dalla cultura nipponica e dalla religione, il sumo sportivo è una forma di lotta le cui regole di combattimento somigliano molto a quelle del sumo "originale". La totale assenza dei rituali, la possibilità di partecipare alle competizioni anche per le donne ed una giuria formata da un solo arbitro sono le principali note che caratterizzano il sumo sportivo.


Per oggi è tutto, sayounara
dalla vostra
*Checca-chan.

lunedì 6 ottobre 2014

Arti marziali giapponesi

Ci sono tre modi per definire le arti marziali giapponesi:  "budō" (武道) o "via marziale", "bujutsu" (武術), l' "arte della guerra", e "bugei" (武芸), ossia "arte marziale". Il primo di questi tre termini, a differenza degli altri, è il più recente e comprende anche lo stile di vita dell'artista marziale.
STORIA
Le arti marziali giapponesi nascono con i samurai e con le caste, che nell'antichità proibivano l'uso delle armi a coloro che non erano della classe guerriera. All'epoca i samurai dovevano avere una perfetta conoscenza dei combattimenti con e senza armi, per mostrare il loro livello e per rispettare il loro signore.
 Le arti marziali giapponesi sono completamente diverse da quelle di tutti gli altri paesi, e si dividono tra le arti di koryū e di gendai budō a seconda che se ne abbia traccia rispettivamente prima o dopo del Rinnovamento Meiji. Poiché molte arti di gendai budō e di koryū spesso sono evoluzione le une delle altre, è facile vedere parallelismi tra arti marziali (quali il kenjutsu col kendō, il jujutsu col judō o lo iaijutsu con lo iaidō) da una parte e dall'altra di questa divisione.
SENZA ARMI
Shpingyzu:
Aikijutsu
Chikarakurabe.
Chogusoku
Daido Juku
Genkotsu
Gusoku
Hakushi
Jūdō
Jujitsu
Jutaijutsu
Karate
Kenpō (differisce da quello cinese)
Kiaijutsu
Kick boxing
Kogusoku
Koshi-no-mawari
Koshi-no-wakari
Kumiuchi
Okinawa-te
Roikumiuchi
Shikaku
Shobaku
Shooto
Shoot boxing
Shorinji Kenpō
Sumai
Sumo
Taido
Taidojutsu
Te
Tode
Torite
Wajutsu
Yawara
CON LE ARMI
Aikido:
Aikido
Arco:
Kyūjutsu
Kyūdō
Lancia:
Sojutsu
Yarijutsu
Naginatajutsu (Atarashii Naginata)
Sodgaramijutsu
Sasumatajutsu
Spada:
Iaido
Iaijutsu
Kendo
Kenjutsu
Tantojutsu
Tojutsu
Equitazione:
Bajutsu
Jobajutsu
Suibajutsu
Nuoto:
Suieijutsu o Suijutsu
Arte del ventaglio:
Tessenjutsu (tessen)
Arte del bastone:
Jojutsu (bo)
Jodo
Tetsubojutsu
Arte del jitte:
Jittejutsu
Arti occulte:
Ninjutsu
Toiri-no-jutsu
Shinobijutsu
Chikairi-no-jutsu
Shurikenjutsu
Yubijutsu
Koppo
Fukihari
Suijohokojutsu

Se vi interessano le arti marziali e volete che approfondisca l'argomento, fatemelo sapere! Prenderò in esame una per una tutte le arti marziali giapponesi che più vi piacciono!
Sayounara,
*Checca-chan!