lunedì 6 ottobre 2014

Arti marziali giapponesi

Ci sono tre modi per definire le arti marziali giapponesi:  "budō" (武道) o "via marziale", "bujutsu" (武術), l' "arte della guerra", e "bugei" (武芸), ossia "arte marziale". Il primo di questi tre termini, a differenza degli altri, è il più recente e comprende anche lo stile di vita dell'artista marziale.
STORIA
Le arti marziali giapponesi nascono con i samurai e con le caste, che nell'antichità proibivano l'uso delle armi a coloro che non erano della classe guerriera. All'epoca i samurai dovevano avere una perfetta conoscenza dei combattimenti con e senza armi, per mostrare il loro livello e per rispettare il loro signore.
 Le arti marziali giapponesi sono completamente diverse da quelle di tutti gli altri paesi, e si dividono tra le arti di koryū e di gendai budō a seconda che se ne abbia traccia rispettivamente prima o dopo del Rinnovamento Meiji. Poiché molte arti di gendai budō e di koryū spesso sono evoluzione le une delle altre, è facile vedere parallelismi tra arti marziali (quali il kenjutsu col kendō, il jujutsu col judō o lo iaijutsu con lo iaidō) da una parte e dall'altra di questa divisione.
SENZA ARMI
Shpingyzu:
Aikijutsu
Chikarakurabe.
Chogusoku
Daido Juku
Genkotsu
Gusoku
Hakushi
Jūdō
Jujitsu
Jutaijutsu
Karate
Kenpō (differisce da quello cinese)
Kiaijutsu
Kick boxing
Kogusoku
Koshi-no-mawari
Koshi-no-wakari
Kumiuchi
Okinawa-te
Roikumiuchi
Shikaku
Shobaku
Shooto
Shoot boxing
Shorinji Kenpō
Sumai
Sumo
Taido
Taidojutsu
Te
Tode
Torite
Wajutsu
Yawara
CON LE ARMI
Aikido:
Aikido
Arco:
Kyūjutsu
Kyūdō
Lancia:
Sojutsu
Yarijutsu
Naginatajutsu (Atarashii Naginata)
Sodgaramijutsu
Sasumatajutsu
Spada:
Iaido
Iaijutsu
Kendo
Kenjutsu
Tantojutsu
Tojutsu
Equitazione:
Bajutsu
Jobajutsu
Suibajutsu
Nuoto:
Suieijutsu o Suijutsu
Arte del ventaglio:
Tessenjutsu (tessen)
Arte del bastone:
Jojutsu (bo)
Jodo
Tetsubojutsu
Arte del jitte:
Jittejutsu
Arti occulte:
Ninjutsu
Toiri-no-jutsu
Shinobijutsu
Chikairi-no-jutsu
Shurikenjutsu
Yubijutsu
Koppo
Fukihari
Suijohokojutsu

Se vi interessano le arti marziali e volete che approfondisca l'argomento, fatemelo sapere! Prenderò in esame una per una tutte le arti marziali giapponesi che più vi piacciono!
Sayounara,
*Checca-chan!




domenica 5 ottobre 2014

Musica giapponese

Con "musica giapponese" si indicano i diversi generi praticati in Giappone, sia di origine autoctona che straniera. Il termine musica in giapponese si dice 音楽 (ongaku), ottenuto combinando l'ideogramma 音 (suono) con l'ideogramma 楽 (musica, piacere).
Ci sono tantissimi cantanti giapponesi, dal rock giapponese alla salsa giapponese, dal tango giapponese al country giapponese. Il karaoke trova la sua origine proprio in Giappone.
CARATTERISTICHE
Fuori dal Giappone si ha una opinione particolare della musica popolare giapponese: che sembra un misto di canzoni in giapponese con il ritornello in inglese. Le pop star di questo genere musicale formano band di ragazzi e gruppi di ragazze. Il compositore di canzoni John Clewley ha descritto la produzione dei riferimenti urbani agli stili popolari del kayokyoku e dell'enka, dalla musica classica occidentale al jazz e ad ogni forma di musica pop occidentale.
La musica tradizionale giapponese (hōgaku) è sempre stata collegata ai rituali, alla letteratura ed alla danza del Paese. La musica per il teatro è un settore molto rilevante nella tradizione giapponese. La musicologa Isabel Wong attribuisce all' "amore dei giapponesi per la narrazione il rituale della loro musica classica" e sostiene che i giapponesi sarebbero molto più attenti alle parole che alla musica.
MUSICA CLASSICA
In Giappone esistono innumerevoli generi di musica classica come lo shōmyō (声明), la musica buddista salmodiata, e il gagaku (雅楽), genere di musica orchestrale, di corte entrambe risalenti ai periodi Nara e Heian. Tra i generi successivi, va ricordato il sankyoku, per shamisen, koto e shakuhachi, codificatosi nel periodo Edo.
Il gagaku viene eseguita alla corte imperiale sin dal periodo Heian. Il tōgaku (唐楽) e il komagaku (高麗楽) sono musiche originarie della dinastia cinese Tang e della Corea. In altri termini la musica di quel periodo si suddivide in kangen (musica strumentale) e bugaku (danze accompagnate da gagaku). Kagurauta (神楽歌), azumaasobi (東遊) e yamatouta (大和歌) sono musiche relative a repertori indigeni.
Originarie dei primi anni del XIII secolo sono gli honkyoku ("pezzi originali"). Questi erano composizioni solistiche come gli shakuhachi pezzi suonati da mendicanti, seguaci della setta Fuke (monaci appartenenti a una setta dello Zen) e monaci Zen. I monaci fuke, detti komusō ("monaci del Nulla"), suonavano il honkyoku per chiedere l'elemosina. La setta fuke cessò di esistere nel XIX secolo, ma alcune trascrizioni dei loro honkyoku vengono ancora eseguiti nei concerti di musica classica giapponese.
Il teatro è molto sviluppato in Giappone sin dai tempi più remoti. Il teatro noh o del nō (能) nasce da varie tradizioni prototeatrali nel XIV secolo e si sviluppa in un'arte molto raffinata. Esso raggiunse il più alto livello con i lavori di Kan'ami (1333-1384) e Zeami (1363 ?-1443). In particolare Zeami compose il nocciolo del repertorio nō e scrisse dei trattati che hanno aiutato a comprendere i segreti della tradizione (fino all'era moderna questi non erano ancora stati decifrati).
Un'altra forma di teatro è quella delle marionette, conosciuta come bunraku (文楽). Questo teatro ha le sue radici nelle tradizioni popolari fiorite nella classe sociale dei chōnin del periodo Edo (1600 - 1868). Esso è accompagnato da recitazione (vari stili di jōruri) e musica strumentale (shamisen).
Durante il periodo di Edo, gli attori (dopo il 1629 solamente uomini; dopo il 1652 solo maschi adulti) rappresentano il teatro kabuki (歌舞伎). Il kabuki che poteva essere costituito da ricostruzioni storiche o danze, era spesso accompagnato da canti in stile nagauta e dallo shamisen (strumento a corde della famiglia del liuto).
Biwa hōshi, Heike biwa, e mōsō
Il biwa, liuto dal manico corto, era suonato da suonatori itineranti chiamato biwa hōshi, che lo usavano per accompagnarsi durante la narrazione di storie. La più famosa di queste storie è Il racconto di Heike (Heike monogatari), una storia del XII secolo che narra del trionfo del clan Minamoto sui Taira. Il canto dello Heike monogatari è noto come heikyoku. I biwa hōshi cominciano ad associarsi fra loro creando una corporazione detta tōdō nei primi anni del XIII secolo. Questa associazione ebbe il controllo di gran parte della musica nell'intero Giappone.
Oltre questi, numerosi piccoli gruppi di musicisti itineranti ciechi si erano costituiti specialmente nell'isola di Kyūshū. Questi musicisti, conosciuti come mōsō (monaci ciechi), cantano una varietà di musiche religiose e semi-religiose, finalizzate all purificazione della casa e augurando buona salute e fortuna ai suoi abitanti. Essi inoltre avevano un repertorio di tipo profano. Il biwa che essi suonavano era molto più piccolo del Heike biwa suonato dai biwa hōshi.
TAIKO
Taiko è il termine generico giapponese per indicare i tamburi. Ne esistono varie tipologie, e sono usate per suonare una varietà di generi. I tamburi sono divenuti particolarmente popolari negli anni recenti come elemento centrale di complessi che eseguono versioni arrangiate di musiche popolari. Tale musica neotradizionale viene eseguita da grandi complessi di tamburi chiamati kumidaiko. Le origini dei tamburi in Giappone sono incerte, ma possono essere verosimilmente indicate fra il VI e il VII secolo per merito di una statuetta di argilla dell'epoca che riproduce un tamburo. Il taiko, in quel periodo, veniva usato durante le battaglie per intimidire i nemici e per inviare comandi. Esso continua ad essere usato anche ai giorni nostri nella musica religiosa del buddismo e dello shintoismo. In passato i suonatori di taiko erano dei religiosi, che suonavano soltanto in occasioni speciali ed in piccoli gruppi, ma al giorno d'oggi uomini laici, raramente donne, suonano il taiko in feste religiose come la danza bon.
I gruppi moderni di taiko (kumidaiko) si dice siano stati inventati da Daihachi Oguchi nel 1951. Lo stile molto potente di questo strumento rese il gruppo molto famoso in tutto il Giappone e rese la regione di Hokuriku il centro della nuova musica per taiko. Musicisti divenuti famosi con questo genere sono Sukeroku Daiko Seido Kobayashi. Nel 1969 fece la sua comparsa il gruppo Za Ondekoza, fondato da Tagayasu Den. Za Ondekoza riunì un gruppo di giovani musicisti che intendeva riprendere la tradizione del taiko e intraprendere un nuovo stile di vita. Nel corso degli anni settanta il governo giapponese stanziò dei fondi per conservare la cultura tradizionale; come conseguenza vennero fondati molti gruppi di kumidaiko. Verso la fine del XX secolo tali gruppi si sono diffusi nel mondo, in particolare negli Stati Uniti. Ora esiste anche un video game dal titolo Osu! basato sulla taiko.
YUKAR
La minoranza etnica del popolo Ainu, abitanti il nord del Giappone, pratica lo yukar, una forma di poema epico. Le storie narrate generalmente sono incentrate su Kamui, il dio della natura e Pojaumpe, un orfano guerriero.
Min'yō: MUSICA FLOKLORICA
Le canzoni folkloriche giapponesi, min'yō, possono essere raggruppate e classificate in molti modi. Una classificazione molto diffusa le suddivide in quattro grandi categorie: canzoni sul lavoro, canzoni religiose, canzoni per l'intrattenimento, come nei matrimoni, funerali e feste, e canzoni per bambini.
I cantanti possono essere accompagnati dal liuto a tre corde, lo shamisen, tamburi ed il flauto dritto in bambù detto shakuhachi. Altri strumenti che possono fare da accompagnamento sono il flauto traverso shinobue, un gong e un tamburo a clessidra. Ad Okinawa, lo strumento principale è il sanshin. Questo è uno strumento tradizionale da cui deriva il giapponese shamisen. Strumenti elettronici come chitarre elettriche e sintetizzatori vengono usati regolarmente quando i cantanti di enka (genere musicale giapponese) cantano le canzoni min'yō.
La musica ondo è costituita da canzoni folkloriche con uno swing che può essere paragonato ad un tempo di 2/4. Una bushi è una canzone dalla melodia ben determinata. Il suo nome significa "sezione o nodo". Il nome non è quasi mai usato da solo ma viene premesso da un termine riferito ad una occupazione, luogo o nome di persona. Bon uta, come il nome stesso dice, sono canzoni per la festa delle lanterne dei morti. Le komori uta sono delle ninna-nanna. I nomi delle canzoni min'yō spesso contengono termini descrittivi, quasi sempre alla fine. Ad esempio: Kushimoto-bushi, Hokkai bon uta, Itsuki no Komoriuta...
Molte di queste canzoni sono caratterizzate dai cosiddetti kakegoe. I kakegoe sono delle grida ritmiche, nei min'yō spesso eseguite da un secondo cantante. Vi sono diversi tipi di kakegoe che variano da regione a regione. Ad Okinawa, per esempio, si usa l'interezione "ha iya sasa!". Nel Giappone continentale (nelle isole maggiori), è più facile udire "a yoisho!", "sate!", o "a sore!". Altri possono essere "a donto koi!" e "dokoisho!" Recentemente il sistema tradizionale detto iemoto, è stato applicato ad alcune forme di min'yō. Questo sistema era stato sviluppato per trasmettere i generi classici come nagauta, shakuhachi o koto, ma essendo stato ritenuto molto efficiente dagli insegnanti e gradito agli allievi che intendevano ottenere certificazioni di profitto e di valore artistico, ha consentito la diffusione del genere min'yō e di altre forme di musica che erano tradizionalmente trasmesse più informalmente. Al giorno d'oggi alcuni min'yō sono appannaggio di questa organizzazione pseudo-familiare e un lungo apprendimento è abbastanza usuale.
MUSICA POPOLARE DI OKINAWA
L'isola di Okinawa è sotto il controllo del Giappone fin dal 1609, a parte un breve periodo in cui fu sotto il dominio degli Stati Uniti dopo la Seconda guerra mondiale. Gli umui, canzoni religiose, shima uta (canzoni per danza) e specialmente il katcharsee (musica celebrativa), sono molto popolari.
La musica popolare di Okinawa differisce dalla musica popolare giapponese per molti aspetti. La musica di Okinawa è accompagnata spesso dallo sanshin, mentre nel resto del Giappone viene accompagnata dallo shamisen. Gli altri strumenti di Okinawa sono il Sanba (che produce un suono schioccante come quello delle nacchere)e diversi tamburi. Un fischio acuto come quello di un uccello è largamente impiegato come elemento ritmico. Una scala pentatonica specifica è spesso usata nel min'yō di Okinawa. Essa è descrivibile come do, mi, fa, sol, si, do.
LA (RI)SCOPERTA DELLA MUSICA OCCIDENTALE
Durante l'arco di tempo che va dal 1543 al 1639, definito - per la diffusione di cui godette la religione straniera in Giappone - “secolo cristiano” , la presenza sul suolo giapponese di portoghesi, spagnoli, olandesi e inglesi aveva già segnato una prima introduzione di musica europea.
Dopo la Restaurazione Meiji (1866 - 1869), che reintrodusse le scale europee nelle isole nipponiche, un burocrate di nome Izawa Shuji utilizzò canzoni come Auld Lang Syne e scrisse canzoni usando delle melodie pentatoniche. La musica occidentale, specialmente le marce militari, divenne molto popolare. Le due forme principali di musica che si svilupparono in questo periodo furono lo shōka che fu realizzata per portare la musica occidentale nelle scuole e il gunka, marce militari occidentali con elementi di musica giapponese.
Quando il Giappone si avviò verso la democrazia rappresentativa, alla fine del XIX secolo, le personalità politiche assunsero dei cantanti affinché vendessero delle copie delle loro canzoni che diffondevano le idee da loro portate avanti, in quanto a quei tempi era proibito a chiunque di parlare in pubblico. Questo diede il via allo sviluppo di una forma di ballata chiamata enka, che divenne molto popolare nel XX secolo, anche se la sua popolarità è andata scemando verso gli anni settanta e ha avuto poco successo con i giovani. Famosi interpreti di enka sono Misora Hibari e Ikuzo Yoshi. Alla fine del XIX secolo ad Osaka divenne famoso un tipo di cantante che si esibiva agli angoli delle strade; esso veniva chiamato ryūkōka. In questo genere i più famosi interpreti furono Yoshida Naramura e Tochuken Kumoemon.
La musica occidentalizzata è detta kayōkyoku che si dice abbia avuto inizio con "Kachūsha no uta" nel 1914. Questa canzone fu composta da Nakayama Shimpei ed apparve per la prima volta nel lavoro tratto dal romanzo Resurrezione di Lev Tolstoj, cantata da Matsui Samako. La canzone divenne subito un grande successo enka è fu uno dei primi dischi di successo in Giappone. Il kayōkyoku diviene la musica più diffusa in Giappone, specialmente dopo la comparsa della diva Misora Hibari.
Più tardi negli anni cinquanta, il tango ed altre musiche latino-americane, specialmente cubane, diventarono molto popolari in Giappone. Una speciale forma di tango giapponese venne sviluppata e prese il nome di dodompa. Il kayōkyoku viene associato completamente alla musica giapponese, mentre la musica più vicina allo stile occidentale fu chiamata pop giapponese. Negli anni sessanta i gruppi giapponesi imitarono i Beatles, Bob Dylan ed i Rolling Stones assieme alla musica folk appalachiana, al rock psichedelico, al mod ed a generi similari. Questo stile fu definito Group sounds. Da allora, il bubblegum-pop ed il J-pop sono i generi musicali più venduti in Giappone e furono utilizzati nella musica da film, specialmente nei film di animazione. La crescita del pop abbinata all'affermazione del fenomeno karaoke, ha indotto molti critici ad affermare che tutti e due i fenomeni sono dovuti al consumismo e alla superficialità.
A questo proposito, Kazufumi Miyazawa dei The Boom, affermò: "Odio questi acquisti, ascoltare e buttar via e la mentalità del canto al karaoke."
Negli anni novanta si assiste all'arrivo di molti nuovi artisti pop come Ayumi Hamasaki e Utada Hikaru. Ad oggi la Hasamaki ha venduto 43 milioni di dischi, tanto da fare di lei la cantante che ha venduto il maggior numero di dischi in Giappone, mentre il primo album di Utada Hikaru, First Love, ha venduto 7,6 milioni di copie, risultando così l'album maggiormente venduto nell'arcipelago giapponese.
ROCK GIAPPONESE O J-ROCK
Il rock giapponese si sviluppò a partire dagli anni sessanta. Artisti come d sono ritenuti come i capostipiti del genere. Durante gli anni settanta esso diventa sempre più popolare; il gruppo di Okinawa Champloose assieme ai Carol, RC Succession e Shinji Harada furono molto famosi e contribuirono alla definitiva affermazione di questo genere musicale. Negli anni ottanta i Boøwy ed i Southern All Stars divennero le maggiori band della storia del rock giapponese ed ispirarono alcuni gruppi di rock alternativo come gli Shonen Knife, i Boredoms ed i Tama & Little Creatures.
Negli anni ottanta si sviluppò la Yellow Magic Orchestra, che si dedicò alla sperimentazione della musica elettronica, diretta da Haruomi Hosono. Nell'ultimo periodo degli anni ottanta ha fatto il suo debutto il duo B'z. Essi hanno tenuto sempre la testa della classifica delle vendite per tutti i loro singoli ed album, sin dal primo singolo Taiyō no komachi angel del 1990. Questo è il record giapponese nel campo della musica.
Nel 1980, Huruoma e Ry Cooder, un musicista americano, produssero l'album Shoukichi Kina con la collaborazione del gruppo di Okinawa Champloose. Furono poi seguiti da Sandii & the Sunsetz che mescolarono musiche giapponesi e okinawane. Nello stesso periodo cantautori come Mana e Hyde divennero molto famosi.
Dalla fine degli anni ottanta si sviluppa in Giappone un fenomeno autoctono e caratteristico che prende il nome di visual kei (ヴィジュアル系 Bīshuaru kei, "stile visuale"?): si tratta di un inedito concentrato di molteplici generi musicali, dai più dolci ai più feroci indistintamente, caratterizzato da un look estremamente vistoso e ricercato nei vestiti, nelle acconciature, nel trucco e nell'atteggiamento. È un genere estremamente fecondo nelle subculture giapponesi. I principali rappresentati storici ne sono gli X Japan con il loro possente heavy metal ed un'immagine glam, i MALICE MIZER per il loro look barocco e dark, i Dir en grey ora passati allo hard rock internazionale, i romantici LAREINE, i neoclassici Versailles, i giovanissimi Raphael e molti altri,come il gruppo the GazettE e Miyavi molto conosciuti anche in Europa.
Di grande ispirazione per il rock di questa nazione furono i KISS, un gruppo rock statunitense molto adorato dalla popolazione giapponese.
LATINO-AMERICANA, REGGAE GIAPPONESE E MUSICA SKA
Altre forme di musica, dall'Indonesia, dalla Giamaica e da altri paesi, vennero assimilate nella produzione locale. Il soukous africano così come la musica latina, il reggae giamaicano e ska, vennero interpretati dai gruppi Rankin' Taxi e Tokyo Ska Paradise Orchestra.
ROOTS MUSIC
Alla fine degli anni ottanta i gruppi di roots music come i Shang Shang Typhoon e The Boom divennero molto popolari. Le roots band di Okinawa come i Nenes e Kina, ebbero un notevole successo di critica e di pubblico. Questo portò alla seconda ondata di musica di Okinawa guidata dal gruppo Rinkenband. Seguì una nuova leva di gruppi musicali compreso il ritorno dei Champloose e Kina così come i nuovi Soul Flower Union.
Una forma neofolklorica di Okinawa chiamata kawachi ondo divenne popolare a seguito della interpretazione da parte di Kikusuimaru Kawachiya; molto simile al kawachi ondo è il goshu ondo dei Tademaru Sakuragawa.
Una band giapponese le cui radici risiedono in Asakusa, quartiere tipico di Tokyo, sono gli *Asakusa Jinta* Asiatica marching band, un misto di rock, rockabilly, swing e jazz.
MUSICA CLASSICA OCCIDENTALE
La musica classica occidentale ha una notevole presenza in Giappone ed esso è fra i mercati più importanti del mondo per questo tipo di musica. Molti compositori giapponesi, ormai famosi internazionalmente, hanno scritto musica classica di scuola occidentale. Tra i tanti, Toru Takemitsu è famoso per la sua musica appartenente all'avanguardia musicale e per le sue colonne sonore.
Altrettanto noto è il direttore d'orchestra Seiji Ozawa. Dal 1999 il pianista Fujiko Hemming, che suona Liszt e Chopin, è diventata molto famosa ed i suoi CD hanno venduto milioni di copie.
JAZZ
Dagli anni trenta, escluso il periodo della II Guerra Mondiale, quando questa fu vietata come musica del nemico, il jazz ha avuto una grande diffusione nel Paese del sol levante. Il mercato giapponese è diventato uno dei mercati più importanti: non è inconsueto che delle musiche di scarsa esecuzione si possano trovare incise soltanto in Giappone. Oggi, un notevole numero di giapponesi suona il jazz e non è soltanto un ascoltatore. Musicisti come Hiromi, Keiko Matsui, June Kuramoto e Sadao Watanabe hanno un notevole numero di estimatori al di fuori del loro Paese.
MUSICA PER VIDEOGIOCHI E ANIME
I primi videogame, a causa dei poco potenti chip dei computer di allora, avevano dei commenti musicali poco attraenti. Con l'avanzare della tecnologia la qualità del suono prodotto dalle schede audio dei computer aumentò in maniera esponenziale. Il primo videogioco ad imporsi per la qualità della sua musica fu Xevious, altrettanto ammirato per la complessità, per quei tempi, della sua realizzazione. Anche se molti videogiochi hanno avuto delle ottime musiche per accompagnare le azioni di gioco, una delle più importanti musiche mai scritte per un videogioco può essere quella di Dragon Quest Chrono Trigger o Kingdom Hearts.
Koichi Sugiyama, un compositore noto per aver scritto la musica per vari film, fu coinvolto nel progetto di dare una vera colonna sonora ai videogiochi. Prima di questo suo coinvolgimento, la musica era spesso dimenticata nella produzione ed i programmatori, a corto di conoscenze musicali, erano spinti a produrre delle musiche che non stancassero i giocatori dopo ore e ore di gioco. Un altro noto compositore di colonne sonore per videogiochi è Nobuo Uematsu. Le prime sue composizioni per la serie Final Fantasy sono state arrangiate per orchestra.
Koji Kondo, il principale compositore per Nintendo, è anche uno dei massimi esponenti sulla scena giapponese della musica per videogiochi. Egli è noto per aver scritto le musiche per molte serie Nintendo, fra cui The Legend of Zelda e Mario.
Oggi le colonne sonore dei videogiochi più famosi sono vendute su CD. Anche il mercato degli anime è molto fruttuoso e diversi artisti nella seconda parte del novecento, e in particolar modo a partire dagli anni novanta, hanno realizzato canzoni per anime, tra i quali Utada Hikaru, Porno Graffitti, Yui Horie, L'Arc~en~Ciel, Orange Range e Shoko Nakagawa.
Anche gli anime possono contare su numerosi artisti e simile notorietà: un esempio per tutti è la compositrice Yoko Kanno.
STRUMENTI TRADIZIONALI
Biwa (琵琶)
Fue (笛)
Hichiriki (篳篥)
Hocchiku
Hyoshigi
Kane-kaka
Kakko
Kokyu (胡弓)
Koto (箏)
Okawa (Conosciuto anche come O-tsuzumi)
Ryūteki(竜笛)
Sanshin
Shakuhachi (flauto di bambù) (尺八)
Shamisen (三味線)
Shime-Daiko
Shinobue (篠笛)
Sho (笙)
Suikinkutsu (cetra tirolese ad acqua)
Taiko (i.e. Wadaiko) (太鼓~和太鼓)
Tsuzumi (鼓)

Se siete interessati, fatemelo sapere! Pubblicherò post su uno specifico strumento musicale oppure su un gruppo o un cantante giapponese. Sayounara, dalla vostra
*Checca-chan

sabato 4 ottobre 2014

Origami

La parola "origami" significa letteralmente "piegare la carta". Oltre che in Giappone è molto usata anche in Cina e in Arabia.
Oggi si parte da un foglio quadrato, cercando di fare meno pieghe possibili; nell'antichità il foglio poteva avere varie forme e gli si aggiungevano anche dei tagli. Questo per farlo somigliare al procedimento della innovazione dei templi shintoisti ogni venti anni.
LE ORIGINI
La parola è molto simile alla pronuncia "dei" nello shintoismo, per questo viene associato a questa religione; i primi origami erano delle striscioline di carta che venivano legate a legnetti per delineare le zone sacre.
Oppure c'è chi li collega ai samurai del 1392-1573, ai quali veniva offerto un mollusco in un astuccio di carta elaborato.
Nel periodo Heian si cominciò a utilizzarle per "la festa delle bambine" o "delle bambole", durante la quale in principio si faceva una bambolina di carta da mettere su una barca, anch'essa di carta, che la porterà fino al mare. Poi successivamente la tradizione volle fare anche tutta la corte che assisteva la scena in stile origami, e oggi invece si usano bamboline di porcellana. Sono tutte riposte su della stoffa rossa in un ordine specifico: l'imperatore e l'imperatrice sul gradino più alto, tre dame di corte (con una teiera da tè) sul secondo gradino, cinque musicisti (quattro con uno strumento musicale e il cantante con un ventaglio in mano) maschi sul terzo, sul quarto due funzionari (simboleggiano la mano destra e la mano sinistra), sul quinto e ultimo si posizionano oggetti di uso quotidiano.
Si fa riferimento agli origami anche nella festa Kodono no hi, durante la quale i bambini creano delle carpe di carta che appendono avanti alle porte di casa per tenere lontani malattie e spiriti maligni.
Invece nella festa dell'Obon, durante la primavera, si fanno scorrere delle barchette di carta nel fiume; queste barchette si dice trasportino i defunti, che per tre giorni tornano tra i vivi, e poi ritornano da dove sono venuti.
Quando il buddhismo cinese fu più presente in Giappone, durante le festività del Tanabata e dello Hanami furono sempre più utilizzate le tecniche origami per decorare le città.
Nel 1797 uscì uno dei più importanti libri sugli origami: Piegatura delle mille gru, di Sembazuru Orikata. Secondo la leggenda, chi piegherà mille gru avrà i suoi desideri esauditi. Famosa la storia di Sadako Sasaki, la bambina colpita dalla bomba di Hiroshima che voleva adoperare questo metodo per salvarsi, ma non vi riuscì; le fu dedicata una statua nel Parco della Pace di Hiroshima, e spesso i passanti le lasciano un origami di una gru.
Un nuovo maestro è Akira Yoshizawa, che ha dato una svolta all'arte dell'origami introducendo molte tecniche innovative che racconta nei suoi libri.
Oltre che in Cina, gli origami sono usati anche in Vietnam, per creare dei pesci da appendere durante il capodanno, e alle Hawaii per i fiori delle ghirlande.

Questo è tutto per ora,
sayounara
dalla vostra
*Checca-chan



Introduzione, regole e alfabeto

Il giapponese è una lingua di cui stranamente non si conoscono le origini, ma possiamo affermare che è molto simile al coreano.
Si utilizza come lingua ufficiale oltre che in Giappone, in Angaur (Palau); ci sono anche comunità di immigrazione che parlano il giapponese in Brasile, in Perù e negli Stati Uniti. Gli immigrati sono detti "nisei" (二世) e solitamente non sanno parlare perfettamente il giapponese.
In giapponese esistono 5 fonemi vocalici e 26 fonemi consonantici differenti. Si dice che sia una lingua sillabica, perché non è importante la lettera, ma la sillaba. Loro usano solo 22 delle nostre 26 lettere dell'alfabeto: a b c d e f g h i j k m n o p r s t u w y z
Le vocali invece hanno un ordine diverso dal nostro: a i u e o
Il giapponese ha due alfabeti: l'hiragana e il katakana.
L'hiragana è impiegato specialmente per i prefissi, i suffissi, le particelle (o posposizioni) — parti grammaticali giapponesi che non si rappresentano con i kanji.
Il katakana è attualmente impiegato soprattutto per trascrivere le parole di origine straniera.
L'hiragana è a sinistra, il katakana a destra.


Ed ecco alcune paroline per voi, che sarete così impazienti di cominciare a parlare in giapponese:
Alla prossima amici otaku,
dalla vostra
*Checca-chan!

Il santuario "Fushimi Inari Taisha" di Kyōto

Il Fushimi Inari Taisha (伏見稲荷大社) è il santuario più importante, dedicato al kami Inari (kami = oggetti per venerare nello shintoismo; Inari = la divinità della fertilità, del riso, dell'agricoltura, delle volpi, dell'industria e del successo terreno), situato a Fushimi-ku, a Kyōto in Giappone. Si trova sotto la montagna Inari e comprende diversi sentieri verso altri santuari minori.
Inari è sempre stato venerato da artigiani e tutti coloro che si occupano di commercio. Ognuno dei torii (portali d'accesso) al Fushimi Inari-taisha è stato donato da un'azienda giapponese.
Questo popolare santuario si dice abbia ben 32 000 sotto-santuari in tutto il Giappone.
STORIA
Il santuario divenne oggetto del mecenatismo imperiale durante la prima parte del Periodo Heian (794-1185). Nel 965 l'Imperatore Murakami decretò che i messaggeri portassero dei resoconti scritti degli eventi importanti ai kami guardiani del Giappone.
Dal 1871 al 1946, il santuario di Inari è stato ufficialmente designato uno dei Kanpei-taisha, ciò significa che si trovava nel primo rango dei santuari.
Il santuario attira diversi milioni di fedeli per il Capodanno giapponese, nel 2006 la polizia ha dichiarato che per tre giorni furono presenti 2,69 milioni di persone, soprattutto dal Giappone occidentale.
STUTTURA
Le prime strutture sono state costruite nel 711 sulla collina Inariyama, nel sud-ovest di Kyoto, ma il santuario fu spostato nell'816 su richiesta del monaco Kūkai. La struttura principale del santuario è stata edificata nel 1499. Nella parte inferiore della collina ci sono la porta principale ed il santuario principale. Dietro ad essi, in mezzo alla montagna, il santuario interno è raggiungibile con un sentiero fiancheggiato da migliaia di torii. Sulla cima della montagna ci sono centinaia di cumuli per il culto privato.
LE VOLPI
Le volpi (kitsune), considerate messaggeri, si trovano spesso nei santuari di Inari. Un attributo ricorrente è la chiave (del deposito di riso) nella loro bocca.
A differenza della maggior parte dei santuari scintoisti, il Fushimi Inari-taisha, in armonia con i tipici jinja di Inari, ha molte statue di volpi, che sono oggetto di venerazione.
NELLE VICINANZE...
Nei dintorni del santuario ci sono un gran numero di negozi che vendono una forma di biscotti della fortuna risalenti almeno al XIX secolo.
FILM
Il santuario di Fushima Inari-taisha è stato utilizzato come ambientazione per il film Memorie di una Geisha (2005). Inoltre appare nell'anime Aria (manga) (2006, episodio 5) e nella serie TV (2012, episodio 33).



Fatemi sapere se questo genere di post vi interessano, ne pubblicherò altri! ^^
Sayounara, dalla vostra
*Checca-chan!

mercoledì 1 ottobre 2014

Il ginseng

Il "Panax", o più comunemente detto il Ginseng, è una pianta che cresce molto lentamente; il suo nome è cinese, ed è detta la "pianta dell'uomo", perché si dice che abbia un rimedio a tutti i mali. Infatti sono ormai migliaia di anni  che si fanno studi in tutto il mondo per il suo uso teraputico; ha proprietà ricostituenti soprattutto per il sistema immunitario.
Aiuta gli ormoni e quindi le prestazioni del nostro organismo sotto stress. Previene l'invecchiamento e i tumori.
Dopo essere stato sotto terra per quasi due anni, il seme di ginseng germoglia a primavera. Dopo 4 anni raggiunge i 40cm di altezza.
Può avere tre tipi di foglie: a forma di drago, di bambino e di uomo.
La pianta di ginseng più rara in assoluto si chiama Panax Ginseng C.A. Meyer, e proviene dalla Cina. Poi troviamo anche il Panax Ginseng Coreano o il Panax pseudoginseng, a sette foglie, ritrovabile in Nepal, nell'Himalaia ed in Giappone.
Un altro ginseng tipico del Giappone è il ginseng Japonicus, molto usato nella preparazione del té.
Potreste trovare di vostro interesse questo sito dove è possibile acquistare il ginseng giapponese e coreano: http://japankoreamarket.wix.com/japankoreamarket#!ginseng/cf63
Ecco una ricetta su come utilizzare il ginseng nel té: http://www.cure-naturali.it/tipi-t%C3%A8/2664/te-mu/3741/a

Se vi incuriosisce il beneficio che può portare il ginseng al fisico dell'uomo, seguite questo link: http://salutesana.altervista.org/ginseng-i-principali-metodi-utilizzo/

Naruto


Creato da Masashi Kishimoto; è stato creato nel 1999 ed è ancora in corso di pubblicazione.
La prima serie animata è andata in onda dal 2003 al 2007, e successivamente, dal 2007 è iniziata la seconda serie, Naruto: Shippuden, che è ancora in corso.
In questo post quindi recensirò la prima serie, della quale ho seguito sia il manga sia l'anime.

TRAMA:
Naruto Uzumaki è un ninja del Villaggio della Foglia. Orfano di entrambi i genitori, era allontanato da tutti i bambini della sua età perché i genitori gli raccomandavano di non avvicinarsi a lui. Il motivo? Nessuno ne parlava, ma gli adulti sapevano bene che in quel piccolo bambino era racchiuso lo spirito della Volpe a Nove Code, un demone potentissimo che, nel periodo in cui naque Naruto, attaccò il villaggio. (PICCOLO SPOILER: Fu proprio il padre di Naruto, il Terzo Hokage, a chiudere nel figlio il demone e a bloccarlo con un sigillo.)
Quindi Naruto fu costretto a crescere da solo, e questa sua solitudine lo portava a sfogarsi combinando guai a destra e manca, infastidendo chiunque; solo una persona riusciva a comprenderlo e gli voleva davvero bene: il maestro Iruka. Quest'ultimo insegnava nella scuola ninja del villaggio, e portava spesso Naruto a mangiare fuori per fare due chiacchere. Naruto iniziò a considerare il maestro Iruka come un padre.
A Naruto non piaceva studiare, quindi per lui sarebbe stato impossibile diventare Genin (primo livello ninja); però in una situazione difficile dimostrò il suo coraggio e le sue abilità, riuscendo a diventare un ninja a tutti gli effetti.
Fu inserito nel Team 7, composto da lui, la ragazza che ama, Sakura Haruno, il suo rivale che successivamente diventerà il suo migliore amico, Sasuke Uchiha, e il capogruppo, un abilissimo Jonin, il maestro Kakashi Hatake.
Vissero tantissime avventure tutti insieme, crescendo come squadra. Naruto passò anche del tempo ad allenarsi con il maestro Jiraya, uno dei tre ninja leggendari.
Ma Sasuke aveva un unico obiettivo nella vita: uccidere suo fratello Itachi, che aveva sterminato il loro clan, compresi i loro genitori. (PICCOLO SPOILER: Itachi, prima di abbandonare il fratello, gli disse che se voleva ucciderlo, doveva completare lo Sharingan, che sarebbe il potere del loro clan, uccidendo il suo migliore amico; ma Sasuke, dopo aver tentato di uccidere Naruto, decide di non percorrere la stessa strada del fratello e di trovare un modo alternativo per completare il suo potere.)
Quindi Sasuke scappa dal Villaggio della Foglia per raggiungere Orochimaru, l'antagonista, con la convinzione che quest'ultimo sia in grado di dargli la forza per uccidere Itachi.

Inutile menzionare le censure che la Mediaset ha effettuato sull'anime, ma per fortuna non alterano di molto la storia originale.
In seguito parleremo anche selle sigle, dei film e degli OAV; e se ne avremo l'opportunità anche dei romanzi speciali di Naruto che ha scritto il nostro Masashi Kishimoto!
Per ora vi saluto, sayounara,
dalla vostra
*Checca-chan!