sabato 18 ottobre 2014

The Fast and the Furious: Tokyo Drift

Questo film è uscito nel 2006, diretto da Justin Lin. E' il terzo capitolo della serie The Fast and the Furious. Ciò che accade in Tokyo Drift è il seguito della storia raccontata del sesto film, uscito nel 2013.
TRAMA
 Sean Boswell è un ragazzo che cerca di affermarsi come pilota nelle corse automobilistiche illegali. Sebbene le corse gli forniscano una temporanea fuga dall'infelice situazione familiare e dal mondo superficiale che lo circonda, hanno anche la non trascurabile conseguenza di renderlo decisamente antipatico alle autorità locali. Dopo l'ennesima corsa illegale, stavolta in un cantiere, per evitargli di finire in riformatorio la madre lo spedisce in Giappone da suo padre, un militare in carriera di stanza a Tokyo. Etichettato come gaijin (straniero) ed emarginato poiché non conosce una parola di giapponese, non impiega molto a trovare un nuovo amico in un ragazzo americano, Twinkie, che lo introduce nel mondo sotterraneo del drifting. Sean nota subito una delle ragazze più attraenti, Neela, e come suo solito attacca bottone; la ragazza è però la preferita di Takashi "Drift King", un campione di corse con agganci nella Yakuza in quanto nipote di un potente capobanda. Sean provoca DK e viene da questi sfidato a una gara di drifting, ma perde la corsa e distrugge l'auto che gli è stata prestata da Han, un socio di DK. Han vuole addestrare Sean grazie all'utilizzo di una macchina che gli regalerà. Egli infatti mal sopporta la spacconeria e l'arroganza di DK inoltre senza che venga a scoprirlo ruba parte dei profitti delle corse clandestine e dell'usura di Takashi. Si allenano al porto insieme al clan di Han, di cui fa parte anche Twinkie. Sean si allena fino a diventare un esperto del drifting, tanto da battere uno stesso alleato di DK, Morimoto. Continuando a gareggiare si allontana sempre di più dal padre, che per rinsaldare i loro rapporti gli mostra l'auto che vuole costruire partendo dalla carcassa di una vecchia Ford Mustang. Nel frattempo, in seguito all'avvicinamento di Neela a Sean, DK la lascia e lei si rifugia da Sean. Quando lo zio di DK arriva nel club e lo avvisa che il suo collaboratore lo sta truffando, egli si precipita da Han, il quale con l'aiuto dei suoi amici, tra cui Sean e Neela, fugge in automobile. Durante l'inseguimento l'auto di Han viene ribaltata dall'impatto con un'altra automobile e prende fuoco uccidendo il ragazzo. Contemporaneamente coinvolto in un incidente, Sean abbandona Neela in auto e cerca di avvicinarsi, ma non riesce ad arrivare in tempo non notando l'assassino. Dopo questo avvenimento, i componenti del clan di Han decidono di lasciare la città, mentre Neela viene costretta ad abbandonare Sean e a tornare con DK. Una volta recuperati i soldi sporchi che Han aveva sottratto, Sean decide di restituirli al legittimo proprietario, cioè Kamata, lo zio di DK. Ovviamente, Kamata è molto adirato per ciò che Sean e il nipote hanno combinato. Sean allora propone una soluzione che non comporti una guerra aperta ma una corsa automobilistica. Convinto di poterlo battere nuovamente, DK accetta la sfida che organizza di proposito sulla montagna dove è presente un percorso che conosce alla perfezione; tuttavia, nonostante le scorrettezze dell'avversario, Sean riesce a vincere la gara e Kamata manda in "esilio" DK proclamando Sean il nuovo re del drift. La relazione con Neela può finalmente diventare realtà. La scena finale ha luogo nel solito parcheggio sotterraneo, nel quale si sta facendo festa. Sean è impegnato con Neela, ma Twinkie interviene dicendo che c'è un pilota che vuole correre con lui, un caro amico di Han che non è ancora stato battuto in tutta l'Asia. Lo sfidante si rivela essere Dominic Toretto a bordo di una Plymouth Road Runner del 1970. I due si parlano amichevolmente, poi Neela dà il via e partono sui titoli di coda in attesa di un nuovo film.

Dopo l'incidente alla sua ragazza in Fast and Furious 6 Han decide di recarsi in Giappone essendo suo desiderio da tempo, come aveva deciso la coppia pochi giorni prima.
Alla fine del sesto film viene riproposta la scena della morte di Han da una prospettiva del tutto nuova e rivelatrice: Han perde la vita in quell'incidente, per un incendio provocato dalla perdita di benzina della sua auto incidentata, poiché il fratello di Owen Shaw lo colpisce di proposito; Ian inoltre lascia vicino la vettura di Han in fiamme una collana appartenuta alla fidanzata di Dom (protagonista degli altri capitoli) e telefona a quest'ultimo, avvisandolo che presto sentirà parlare di lui anche se ancora non si conoscono. Nel sesto film (nella solita scena finale) scopriamo che "l'uomo misterioso" non è altri che l'attore Jason Statham che interpreta in un breve cameo il fratello del "cattivo" del 6.
Nell'ultima scena di Tokyo Drift compare proprio Dominic Toretto, presumibilmente arrivato in Giappone dopo la telefonata e in cerca di indizi.
Il film differisce dagli altri capitoli della serie (sia precedenti che successivi) per un cast quasi interamente rinnovato e per un'ambientazione totalmente diversa (Tokyo, in Giappone). Viene introdotto infatti anche il personaggio di Han che verrà ripreso poi nelle pellicole successive.
Nel film compare Vin Diesel che riprende il suo ruolo di Dominic Toretto, interpretato in Fast and Furious, presumibilmente per la morte di Han.
Il pioniere del drift Keiichi Tsuchiya fa un'apparizione nel ruolo di un pescatore, durante la scena in cui Sean si allena a driftare nel porto, commentando la scarsa abilità del ragazzo. Accanto a lui compare Shiuchi Shigeno, autore del manga ed anime di Initial D, incentrato proprio sul drift.
Anche un altro pilota di drift, Rhys Millen, appare nel film, come uno dei passeggeri del volo dagli Stati Uniti al Giappone.

*Checca-chan

Artisti: Yuya Matsushita

Yuya Matsushita 松下 優也 (Kobe, 24 maggio 1990) è un cantante e attore giapponese.
È sotto contratto con la Epic Records Japan.
Il suo primo singolo "foolish foolish" è stato pubblicato il 26 novembre 2008.È diventato famoso, oltre che in Giappone, anche nel resto del mondo, grazie alla sua prima interpretazione come Sebastian Michaelis nel musical Black Butler.
BIOGRAFIA
Yuya Matsushita è stato cresciuto dalla madre e dalla nonna. All'ultimo anno delle scuole elementari, Yuya Matsushita decise di intraprendere la carriera musicale, iscrivendosi alla Caless Vocal & Dance School. Verso la fine delle scuole medie inferiori, nonostante l'opposizione della madre sui suoi piani futuri, una visita alla città di New York City nell'ottobre del 2005 rafforzò la sua determinazione a diventare un artista.
Nel 2008, il produttore Jin Nakamura lo lanciò con il singolo "foolish foolish" e anche le riprese del video della canzone ebbero luogo a New York, dopo aver firmato un contratto con la Epic Records Japan Inc.
Nel 2009, Matsushita recita nel suo primo film "Kanashii Boyfriend" e per la colonna sonora del film è stata scelta la sua canzone "Mr. "Broken Heart"". Yuya Matsushita fece il suo debutto su un palco teatrale come Sebastian Michaelis nel musical Black Butler (黒執事 Kuroshitsuji). La versione solista della canzone "Kanata he"(彼方へ), tratta dal musical, è stata inserita nel terzo singolo "Honesty / 願いがかなうなら…".
Nel 2010, il suo quarto singolo Trust Me è stato usato come ending dell'anime Durarara!!, e si è piazzato al 10º posto della classifica settimanale Oricon."Futari"(ふたり) dal suo quarto singolo è stata usata come colonna sonora del film "Toki O Kakeru Shoujo", dove Yuya ha fatto una comparsa. Matsushita riprese il ruolo di Sebastian Michaelis nel secondo musical di Black Butler(La più bella morte del mondo, mille anime e un dio della morte caduto). La versione solista della canzone "Hallucination" tratta dal musical è stata inserita nel quinto singolo, "YOU". Successivamente ha collaborato con Mahou No Island rilasciando il brano "Koe ni naranakute(声にならなくて) Feat. Sista", "first snow Feat. Sista", e "Sono toki made no sayonara"(その時までのサヨナラ) per il romanzo "No Title". Le tre canzoni sono state inserite nel suo primo album, "I AM ME". "Bird" dal suo sesto singolo, "Bird/4 Seasons", riscosse successo grazie all'utilizzo come ending per la seconda stagione dell'anime Black Butler. "4 Seasons" è stata usata come colonna sonora del film "HIkari, Sono Saki E", dove è attore lo stesso Yuya, e per la Kobe Collection 2010 Autunno/Inverno.
Nel 2011, il suo settimo singolo "Paradise" è stato usato come colonna sonora del drama Quartet, nel quale l'artista era anche il personaggio principale. È stato annunciato come ospite d'onore per il MusicFest al FanimeCon nel 2011, dove si è esibito per la prima volta oltreoceano davanti ad un pubblico di 4000 fans. Matsushita successivamente ha recitato in "Asu No Hikari Wo Tsukame 2" come capitano di una squadra di calcio scolastica.
Nel 2012, Matsushita ha rilasciato il suo secondo album dal titolo "2U" il 22/02, in riferimento al titolo stesso dell'album. Vestito da maggiordomo, è apparso nel suo primo spot per la promozione di Popon-S Plus di Shionogi, in riferimento alle sue interpretazioni come Sebastian Michaelis, maggiordomo in Black Butler. È stato annunciato che Matsushita reciterà il ruolo di Song Sam Dong nel musical "Dream High", ispirato al famoso Drama coreano. Il musical sarà in scena dal 3 al 20 luglio. Dal 4 ottobre Matsushita ha anche recitato in Pillow Talk ~Bed Of Speculation~ con il ruolo di Kakeru, un mangager di un negozio di oden. Il 5 dicembre, sono stati rilasciati contemporaneamente U 〜BEST MUSIC VIDEOS〜 e U 〜BEST of BEST〜.
Il suo fanclub prende il nome di "Umyu" ("U" è il simbolo di Yuya Matsushita, "myu" sta per Musica Melodiosa).

"La musica è tutto per me. Senza musica, non sarei qui in America ora, e sarei stato una persona completamente diversa. Mi ha reso quello che sono oggi." - Yuya Matsushita


*Checca-chan

J-pop

Il j-pop (anche jpop), abbreviazione di Japanese pop, è un termine comunemente utilizzato in Occidente per indicare la musica pop giapponese.
Il termine j-pop ha due tipi di letture: in Giappone i negozi di dischi solitamente dividono la musica in quattro grandi categorie: j-pop, enka, classica ed internazionale; questo vuol dire che si definisce "j-pop" tutta la produzione nazionale senza alcuna distinzione di genere dai più soft ai più duri. All'estero, invece, si è soliti distinguere ogni genere musicale giapponese con il suo corrispettivo occidentale, anticipato da una "j-": nasce così il j-rock, il j-jazz, il j-ska eccetera. Il senso usato in questo caso è quello Occidentale, perché di più facile enciclopedizzazione.
Il j-pop abbraccia molti generi di musica pop, come la musica elettronica e musica dance, l'hip-hop, ma anche il soft-rock e il soul. Il termine viene utilizzato per distinguere la musica popolare moderna dal genere classico e tradizionale, conosciuto come enka (alcune canzoni, fra le quali quelle di Miyuki Nakajima e Anzen Chitai, rappresentano una fusione tra i due generi). Nel j-pop sono evidenti le influenze e le contaminazioni della musica occidentale, europea e nordamericana.
La musica j-pop è parte vitale ed integrante della cultura popolare giapponese. Le serie televisive, gli spot commerciali, gli anime (che cambiano la propria sigla di apertura e di chiusura più volte), i videogiochi e molte altre forme di intrattenimento televisivo (e non solo) sono lo strumento di diffusione della musica, andando a creare un mercato secondo, nel mondo, solo a quello statunitense.
Se siete interessati ad ascoltare questo genere, consiglio il link seguente:
http://www.lastfm.it/tag/j-pop

*Checca-chan

venerdì 17 ottobre 2014

Il fiore di loto.

Tutto ciò che vi occorrerà sarà un tovagliolo e molta creatività. Seguite passo passo il mio video e imparerete a fare questo semplicissimo origami in pochissimo tempo!
Il fiore di loto <---clicca qui!


giovedì 16 ottobre 2014

Shogun 2: Total War


Piattaforme: PC
Genere: Strategico
Sviluppatore: Creative Assembly
Distributore: Halifax
Lingua: Italiano
Giocatori: 1
Data uscita: 15 marzo 2011

Hardware
Specifiche raccomandate:
- Intel® Core™i5 processor (o più potente) di seconda generazione, o AMD equivalente
- 2GB RAM (con XP), 4GB RAM (con Vista / Windows7)
- Schede grafiche AMD Radeon HD 5000 o 6000 series o equivalente compatibile con DirectX 11
- 1280×1024 di risoluzione minima dello schermo
- 20 GB liberi nell'hard disk

Undici lunghi anni sono passati dall'uscita del primo Total War, un titolo che ha cambiato completamente il genere degli strategici. Ora finalmente, dopo aver rivisitato tutti i periodi più guerreschi della storia europea, i ragazzi di The Creative Assembly hanno deciso di tornare all'epoca da cui tutto è iniziato con Shogun 2: Total War. La posta in gioco era alta, ma possiamo dirvi da subito che il lavoro fatto dalla Software House è a dir poco sopraffino. Siete pronti ad impersonare nuovamente un daimyo?
In Shogun 2: Total War vestirete i panni un signore della guerra durante il feudalesimo giapponese del sedicesimo secolo. A seguito di un sanguinoso conflitto civile durato più di 10 anni, la nazione in quel periodo era dominata da numerosi clan rivali, desiderosi di unificare il paese sotto l'unica bandiera di un nuovo ed incontrastato Shogun. Ovviamente solo uno di questi clan è uscito vincitore dal conflitto, ma questo è un videogame, non una lezione virtuale di storia del Giappone, quindi vi verrà data la possibilità di prendere il controllo di uno tra 9 diversi contendenti (10 se avete la limited edition e di conseguenza anche gli Hattori) e di partire alla conquista del potere assoluto. I programmatori si sono tuttavia impegnati a ricreare situazioni di partenza specifiche per i vari clan che rispecchiassero lo stato degli affari di quell'era: I Chosokabe si sposteranno senza troppi problemi dalla loro zona iniziale, i Date dovranno affrontare una ribellione in casa e il clan Oda sarà circondato da vicini tutt'altro che pacifici. Sono aggiunte superflue, ma lasciano intravedere da subito l'enorme cura per il dettaglio profusa in tutto il gioco.
Il gameplay di Shogun 2 non è cambiato moltissimo rispetto ai suoi predecessori. Si tratta sempre di uno strategico diviso in due fasi, una gestionale a turni e una di battaglia in tempo reale. Inizierete al comando di una singola provincia, e ben presto dovrete espandere il vostro territorio per poter in futuro controllare la sconfinata landa del Sol Levante. Tra i modi per allargare la vostra influenza il più diretto e veloce sarà indubbiamente la conquista militare ma, se desidererete governare da vero statista, anche la diplomazia risulterà un'ottima arma per raggiungere lo scopo finale. Ricordate però che, nonostante mantenere relazioni pacifiche con alcuni clan sia utile, sarà sempre e comunque con la forza che dovrete divenire Shogun, e non potrete trascurare la vostra crescita militare per troppo tempo.
La profondità tipica della serie è stata portata all'estremo in Shogun 2. Le opzioni a vostra disposizione durante la gestione dei territori non sono molteplici, sono sconfinate. Le province saranno le vostre basi operative primarie: in esse produrrete le unità dell'esercito, e costruirete strutture indispensabili per l'economia e la crescita del vostro dominio. La scelta delle costruzioni non andrà inoltre sottovalutata, visto che esagerare con i campi d'addestramento senza accompagnarvi un adeguato numero di fattorie ben sviluppate e di mercati, vi porterà ad una lenta ma inesorabile disfatta (i sudditi sono una risorsa importante quanto il denaro nei Total War, e mantenere alta la loro felicità e le scorte di cibo vi garantirà di evitare problemi).
Come potrete immaginare gli edifici non saranno la vostra unica preoccupazione. Provviste, denaro e soddisfazione sono le tre principali risorse del gioco e i loro valori verranno modificati anche da altri fattori oltre alle infrastrutture. La grandezza del vostro esercito è uno di questi, e più la vostra armata diverrà temibile e numerosa, maggiori saranno i costi per mantenerla. La conquista di nuove regioni vi permetterà di ottenere nuovi guadagni e spesso costruzioni o truppe speciali inizialmente non utilizzabili, ma non sempre basterà a garantire un quantitativo di introiti sufficiente se produrrete troppi soldati. Anche per questo motivo, una volta superate le difese nemiche, avrete la possibilità di saccheggiare una città o occuparla pacificamente. Occuparla vi permetterà da subito di assumerne il comando mantenendo gli abitanti relativamente calmi, saccheggiarla invece vi consentirà di accumulare un gruzzolo di tutto rispetto, ma provocherà un forte malcontento tra i locali che potrebbe portare a rivolte, senza contare il brusco calo dell'onore del vostro Daimyo. Se non l'aveste intuito, anche l'onore è una caratteristica da tenere d'occhio nel gioco. Un signore della guerra valoroso, che regna in modo intelligente sui propri territori e combatte rispettando gli avversari sarà fortemente onorato sia tra i nemici che tra i suoi subordinati (e questo gli garantirà anche maggiore fiducia nelle relazioni diplomatiche). Se invece vi comporterete come un mostro senza scrupoli, che razzia, distrugge e sfrutta il popolo... Preparatevi a molte, moltissime rivolte e tradimenti tra i vostri generali. Non è impossibile governare con il terrore e con l'inganno, ma è una linea sottile su cui camminare e spesso un comportamento neutrale è la strada migliore da seguire.
Parlando di Daimyo e generali, passiamo ad un'altra curiosità del nuovo titolo diCreative Assembly, lo sviluppo dei comandanti e degli agenti. A supporto delle truppe comuni avrete anche a disposizione degli agenti speciali di vario tipo: ninja, monaci, geishe e metsuke, dotati di abilità uniche. Queste unità sono incredibilmente utili ed utilizzarle adeguatamente porta grossi vantaggi durante la campagna principale. I ninja potranno sabotare i cancelli delle fortezze, assassinare generali e portare lo scompiglio tra le truppe nemiche, le geishe saranno particolarmente abili nell'arte dell'omicidio, i metsuke potranno individuare assassini e unità speciali nel vostro territorio ed eliminarli, e infine i monaci convertiranno e/o demoralizzeranno gli eserciti ostili. Questi agenti saliranno di livello a forza di completare le loro missioni, e svilupperanno le loro abilità come in un GDR! Ad ogni livello guadagnato otterranno infatti skill points e potranno distribuirli per migliorare le loro capacità. Volete un Ninja specializzato nel sabotaggio dei castelli? Fattibile. Un monaco in grado di convertire un pastore protestante al buddismo in 10 minuti? No problem. Questo sistema di crescita è presente anche per i generali, che otterranno nuovi ordini, bonus e tattiche a forza di vittorie. Le skills aggiungono una nuova dimensione al gameplay e rendono davvero importante mantenere in vita i propri comandanti ed esperti dell'intrigo il più a lungo possibile, in modo da farli diventare vere e proprie forze della natura.
Per la cronaca, gli sviluppatori non si sono fermati qui, e hanno introdotto un sistema di crescita anche per i giocatori, la Maestria delle Arti. Trattasi di una tabella ricca di ricerche, che necessitano di un numero di turni variabile per essere apprese e si dividono in due rami, uno guerresco e uno amministrativo. Durante la lunga campagna principale di turni ne passeranno molti, e spetterà a voi decidere se divenire ancor più temibili in combattimento o se puntare allo sviluppo dell'economia e delle scienze. Vi sarà possibile anche apprendere arti di entrambi i rami e divenire una via di mezzo tra un arguto governante ed un temibile conquistatore.
Complicato? Senza dubbio, e non è ancora finita. Considerate che le opzioni diplomatiche saranno moltissime (potrete creare e rompere alleanze, stipulare complessi trattati di pace con molte condizioni e persino dare o prendere in ostaggio gli eredi di un clan), che durante la campagna dovrete affrontare dei dilemmi morali di vario tipo (come ad esempio donare il grano alla popolazione durante un periodo particolarmente fertile, o conservarlo per un eventuale periodo di magra), che dovrete curarvi di maritare i vostri eredi e i vostri generali, e che vi verranno affidate alcune missioni extra, completate le quali otterrete nuove arti o unità. Dovrete poi preoccuparvi dell'acqua oltre che della terraferma, dato che le rotte commerciali marittime saranno una notevole fonte di reddito, e che le navi risulteranno spesso il mezzo più veloce per spostare un'armata sia per voi che per i vostri nemici. Per aggiungere un ulteriore pizzico di pepe occorrerà infine stare attenti anche alle epidemie e ai disastri naturali. Insomma, se amate gli strategici profondi, avete un'intera panetteria per i vostri denti.
Sun Tzu dice: "se sei cento contro mille, dattela a gambe imbecille"
La fase a turni del gioco è sicuramente meritevole, ma i combattimenti in tempo reale non sono da meno. Una volta attaccato un palazzo o un altro esercito sul mappone di gioco, potrete decidere se risolvere lo scontro automaticamente o affrontarlo direttamente. La risoluzione veloce è comoda per non perdere tempo quando vi trovate in netta superiorità rispetto agli avversari, ma conviene quasi sempre comandare le truppe di persona per evitare perdite eccessive o brutte sorprese. Il numero di unità sul campo è spesso enorme: parliamo di centinaia di truppe che si squartano sullo schermo. La loro varietà è però nettamente diminuita rispetto aEmpire: Total War, dove anche la scala di conquista era nettamente più grande. Molti si lamenteranno di questa scelta, ma la verità è che l'immensità di Empire era una gatta da pelare un po' eccessiva, e il numero smodato di unità aveva prodotto spiacevoli sbilanciamenti nel sistema di gioco. Imperfezioni che da Shogun 2sembrano fortunatamente scomparse. Le truppe tra cui scegliere sono difatti molte, ma non troppe, e le battaglie risultano estremamente tattiche grazie alle efficaci risposte alle mosse avversarie. Siamo tornati alle origini, con combattimenti simili a partite a scacchi in tempo reale, ma molto più complessi, appassionanti e divertenti. Esattamente ciò che un buono strategico dovrebbe offrire ai giocatori. Le mischie inoltre non consistono semplicemente in due armate che se le danno di santa ragione: il terreno di scontro ha infatti una importanza notevole nel decidere il vincitore finale. Nelle mappe ci saranno posizioni sopraelevate che faciliteranno le cariche, alberi in grado di nascondere le milizie, corsi d'acqua da attraversare, punti ristretti di passaggio dove tendere trappole e così via. Dominare il territorio significa dominare la battaglia, e un bravo stratega avrà molte tecniche a disposizione per sopraffare un antagonista dotato di forze maggiori delle sue. Anche per questo motivo, in partenza di ogni scontro ci sarà una fase di posizionamento nella quale schierare i propri reggimenti. Avrete anche la possibilità di mettere in pausa le lotte, così da impartire ordini in tutta tranquillità e con il massimo della precisione, e di selezionare formazioni predefinite da un comodo menu laterale.
Grande importanza durante le fasi in tempo reale la assumono inoltre i vostri generali, dotati di abilità estremamente vantaggiose. Un condottiero esperto potrà, tra le varie capacità, migliorare il morale delle truppe, incitarle in attacco e impedirne la ritirata nelle situazioni difficili. Attenzione però, i generali potranno morire in battaglia, e converrà tenerli quasi sempre fuori dalle zuffe principali (nonostante molte delle loro abilità passive li rendano temibili guerrieri).
Questa tatticità la si ritrova anche nelle battaglie navali, che tornano in una veste nettamente migliorata. Le navi tra cui scegliere non hanno la varietà dei soldati di terra, ma sono comunque dotate di peculiarità che possono renderle devastanti se ben utilizzate. Una delle novità principali in queste fasi sono le battaglie costiere, che a tutti gli effetti introducono il terreno variabile anche negli scontri in mare, con zone poco profonde utilizzabili come copertura dalle navi specializzate negli attacchi dalla distanza e scogli che rendono le manovre più complesse.
Una tale qualità nei combattimenti non può che essere elogiata, tuttavia il gameplay si porta dietro un difetto leggermente fastidioso, e presente nella serie dai suoi albori. Parliamo del Pathfinding impreciso. Non è nulla di trascendentale, ma spesso le vostre truppe non risponderanno precisamente ai vostri ordini di movimento, in particolare se deciderete di spostarle in grossi gruppi. Questo può apparire un grave problema in un gioco così tattico, ma in realtà è facilmente aggirabile, visto che il sistema permette di dividere numericamente in gruppi le unità, e che mettere in pausa le partite e spostare i reggimenti singolarmente è un'azione di facilità estrema. Se invece ciò che vi preoccupa è un'intelligenza artificiale poco soddisfacente... Non avete di che temere, anzi, a dire la verità dovreste essere terrorizzati, visto che il computer alle difficoltà più elevate è un maledetto genio, e non sbaglia un colpo. La conquista del Giappone non è certo un impresa impossibile a difficoltà normale, ed è una sfida contro dei fantocci a quella facile, ma da lì in poi gli avversari vi faranno tremare. Avete consolidato la zona centrale del vostro impero? Preparatevi a terribili attacchi sulle coste. Avete stretto alleanze con personaggi non particolarmente onorevoli? Potrebbero aver riempito di Ninja e Geishe ogni vostra singola provincia in attesa di attaccare. Volete tradire un alleato e prenderlo di sorpresa? Probabilmente quello è più infame di voi, e si è preparato a dovere... Diventare Shogun al massimo della difficoltà è un'impresa titanica, pertanto fareste meglio a prenderla gradualmente, sempre che non siate la reincarnazione di Nobunaga Oda.
Dinnanzi ad una campagna singolo giocatore tanto profonda e complessa ci si potrebbe aspettare un online più pacato. Non è così. The Creative Assembly ha fatto le cose in grande fino in fondo, con un multiplayer che nulla ha da invidiare alla campagna in singolo. Per la prima volta personalizzerete il vostro generale e ne sceglierete simbolo, colore, volto e armatura. Giocando e completando variachievement sbloccherete pezzi di corazza speciali con cui dare un look ancora più unico al vostro alter ego, senza contare che anche in rete disporrete dello stesso sistema di crescita ed abilità dei condottieri del gioco in singolo, seppur leggermente rimodellato. Oltre alla classica organizzazione di combattimenti online, sarà possibile entrare a far parte di un clan composto da più giocatori, e darsi battaglia per la conquista di un Giappone persistente in gruppi (si arriva fino ad un numero di 4 contro 4 per scontro). Una modalità dalla longevità potenzialmente enorme. Non abbiamo avuto modo di provare il gioco in rete più di tanto ma promette comunque benissimo e, oltre alla personalizzazione del proprio avatar e a questa lodevole sfida tra clan, potrete anche affrontare in cooperativa la campagna normale. Avrete addirittura l'alternativa di rendere le battaglie del single player accessibili ai giocatori in rete in qualunque momento, e una vittoria o sconfitta eventuale verrà conteggiata nel vostro profilo online. Davvero un sacco di roba, che va ad aggiungersi alle molteplici modalità alternative in singolo. Infatti, oltre a poter affrontare diverse tipologie di corsa allo shogunato (sempre in Giappone, ma con richieste crescenti, che vanno da una conquista parziale fino all'obbligo di dominare completamente tutta la nazione) esiste l'opzione di creare battaglie personalizzate contro la CPU, e di affrontare realistiche battaglie storiche che cercano di riportare accuratamente ciò che è accaduto nel feudalesimo nipponico. Per la verità queste ultime non sono molte, ma sono comunque un gradito surplus che potrà espandersi in futuro. Se non avete mai preso in mano un Total War e non pensate di reggere uno strategico così titanico, siamo lieti di informarvi che i tutorial di Shogun 2 non sono da meno e, oltre a spiegare ogni singolo dettaglio del gameplay, presentano una vera e propria campagna introduttiva nei panni del clan Chosokabe che dura tranquillamente qualche ora.
Il comparto tecnico dei Total War è da sempre ben sopra la media, e quello diShogun 2 non è certo da meno. Il numero di unità su schermo è impressionante e il livello di dettaglio delle stesse è eccezionale, anche  al massimo dell'ingrandimento. Non da meno sono i bellissimi campi di battaglia, semplici ma comunque splendidi per texture e palette dei colori utilizzate. Il Giappone offre paesaggi stupendi e in questo gioco si vede, eccome. Fantastiche anche le animazioni in battaglia dei soldati, spesso molto realistiche nonostante la massa di samurai su schermo. Davvero ben fatta anche la mappa principale, enorme, dettagliata e finalmente ruotabile. Tocco di classe aggiuntivo sono i tantissimi filmati in game, che appaiono ad ogni azione speciale dei vostri agenti. Ogni volta che i ninja o le geishe del vostro clan tenteranno di uccidere un comandante nemico, potrete ammirare dei brevi video che ne narrano le gesta, e la stessa cosa accadrà anche quando produrrete una nuova unità o inizierà un evento di particolare importanza. Favolosi anche i menu, disegnati a mò di Ukiyo-e e davvero azzeccati. L'unica pecca? Per far girare tutto al massimo avrete bisogno di un signor computer.
Il sonoro non è da meno, e oltre ad ottime musiche potrete godervi i doppiaggi in giapponese dei vari generali, avvezzi a far partire discorsi di incitamento prima di ogni battaglia.
Se avete letto tutto quello che abbiamo scritto finora, non potete avere dubbi sulla longevità. Questo è uno strategico potenzialmente infinito, e contenutisticamente c'è poco altro in grado di avvicinarglisi.


Per oggi è tutto amici otaku,
sayounara
*Checca-chan.

mercoledì 15 ottobre 2014

Doraemon

Doraemon (ドラえもん) è un manga creato da Fujiko F. Fujio e pubblicato in Giappone sul mensile CoroCoro Comic, edito dalla Shogakukan, dal 1969 al 1996. In Italia il manga è stato pubblicato da Star Comics.
Dal manga, sono state tratte tre serie anime, rispettivamente del 1973, 1979 e 2005. In seguito sono stati prodotti film, videogiochi e musical dedicati all'opera.
Il nome "Doraemon" può essere tradotto approssimativamente come "randagio". Insolitamente, il nome "Doraemon" è scritto con un misto delle due scritture giapponesi: il katakana (ドラ) e l'hiragana (えもん). "Dora" proviene da "dora neko" (gatto randagio, どら猫), ed è una corruzione di nora (randagio). "Emon" è un componente dei nomi maschili, come Goemon, benché non più molto diffuso come nel passato. "Dora" non proviene da dora, che in giapponese significa gong, ma approfittando della omofonia, la serie spesso fa giochi di parole e riferimenti su ciò, a partire dal fatto che Doraemon ama i dorayaki.
TRAMA
La storia narra delle grandi avventure di un robot blu e del suo amico, Nobita Nobi. Doraemon è un robot venuto dal ventiduesimo secolo per aiutare il fastidioso e pigro Nobita Nobi ad andare bene a scuola, a non essere così pigro e a difenderlo dai due bulli del quartiere: Takeshi e Suneo. Nobita si caccia sempre nei guai con i chuski di Doraemon, da cui Nobita dipende molto. Doraemon ce la farà oppure fallirà ad educare questo bambino? Nobita è anche innamorato di Shizuka Minamoto, sua compagna di scuola, brava ed educata. Gli episodi seguono sempre lo stesso schema: Doraemon possiede una tasca quadridimensionale, chiamata gattopone, da cui estrae ogni sorta di gadget molto particolare del XXII secolo che chiama "ciuschi". Il pigro Nobita, poco considerato dagli altri, ed oltretutto principale bersaglio dei bulli locali, finisce regolarmente col chiedere aiuto a Doraemon affinché trovi qualche dispositivo in grado di attuare vendette, risolvere i suoi problemi o tenere testa al bullo Takeshi Goda e al suo braccio destro Suneo Honekawa, un ragazzo ricco e viziato che si vanta continuamente dei suoi acquisti e delle sue disponibilità economiche.
In ogni episodio Nobita si spinge sempre troppo oltre, e malgrado le migliori intenzioni di Doraemon e della sua tecnologia del XXII secolo, Nobita si ritrova in situazioni anche peggiori di quelle che voleva risolvere all'inizio delle sue avventure, ma Doraemon riesce a trovare una nuova soluzione e la vita di Nobita (che ha fatto la cosa giusta) è sana e salva.
PERSONAGGI PRINCIPALI
Doraemon (ドラえもん)
È un gatto robot proveniente dal XXII secolo che ha paura dei topi. E' responsabile e avverte sempre Nobita di usare con cautela i suoi "ciuschi". Adora i dolci ed è disposto a tutto pur di mangiarne qualcuno a merenda. È spesso comprensivo con Nobita, però a volte sa essere severo nei suoi confronti. In alcune puntate si fa "corrompere" da Nobita per rubare i suoi ciuschi a fini egoistici. A Doraemon piace molto una gatta di nome Mie-Chan.
Nobita Nobi (野比 のび太)
È un bambino buono e non può fare a meno di aiutare le persone, ma è anche molto pigro: spesso si mette a fare un pisolino sulla sua scrivania mentre fa i compiti o anche a scuola. In un episodio Nobita dichiara di dormire mediamente 12 ore al giorno. In molti episodi quando Shizuka e Dekisugi stanno assieme lui non fa altro che piangere e chiedere aiuto a Doraemon. I suoi hobby preferiti sono guardare la televisione, leggere fumetti, dormire e andare in giro con Shizuka, di cui è innamorato. È molto bravo a giocare a ripiglino. Il suo nome è un gioco di parole che significa "uno che se la prende comoda". Nobita è nato il 7 agosto e in un episodio viene citata la sua età: egli ha 11 anni. Si scoprirà che sposerà Shizuka e avranno un figlio.
Shizuka Minamoto (源静香)
È un amica di Nobita, il quale la aiuta, essendo segretamente innamorato di lei, con i chuski di Doraemon. Shizuka suona il violino anche se in alcuni episodi dimostra di non suonarlo bene. Ama fare il bagno caldo e Nobita in alcuni episodi la spia mentre si spoglia o fa il bagno. È una ragazza molto diligente e studiosa.
Takeshi Goda (剛田 武)
È un bullo irascibile, egoista e prepotente, che vuole sempre rubare fumetti e macchine radiocomandate ai suoi compagni. Ha una passione per il canto, nonostante sia terribilmente stonato. Ha una sorella più piccola di nome Jaiko, che sogna di diventare una mangaka. Takeshi mostra il suo lato buono solo con lei.
Suneo Honekawa (骨川スネ夫)
È il millantatore che sfoggia la sua ricchezza a Nobita. Ha un fratello più giovane, Sunetsugu, che è stato accolto in una famiglia a New York, negli USA. È un alleato di Takeshi nel rubare i chuschi a Doraemon. Spesso quando il padre porta a casa cose rare dall'America, se ne vanta con gli amici, soprattutto con Nobita perché sa che lui si ingelosisce molto. In molte puntate Suneo pratica il suo gioco preferito: quello di pilotare macchinine o aerei radiocomandati, questo gioco però non vuole farlo praticare a Nobita perché sa che in passato ne ha distrutte parecchie. In alcuni episodi anche Suneo dimostra di avere un debole per Shizuka.
MANGA
Nel dicembre 1969, il manga Doraemon comparve simultaneamente in sei differenti riviste mensili per bambini. Le riviste prendevano il titolo dall'anno scolastico dei propri lettori, quindi Yoiko (bravi bambini), Yōchien (asilo), Shogaku Ichinensei (prima classe delle scuole primarie) e Shogaku Yonnensei (quarta classe delle scuole primarie). Dal 1973, la serie iniziò su altre due riviste, Shogaku Gonensei (quinta classe delle scuole primarie) e Shogaku Rokunensei (sesta classe delle scuole primarie). Le storie pubblicate su ognuna rivista erano differenti, il che significava che gli autori stavano creando più di sei fumetti ogni mese. Nel 1977, CoroCoro Comic fu lanciata come rivista di Doraemon. Manga inediti basati sui film di Doraemon furono anche pubblicati su CoroCoro Comic. Le storie che vengono conservate sotto il marchio Tentōmushi sono proprio le storie che si trovavano in queste riviste.
Dal debutto di Doraemon nel 1969, le storie sono state selettivamente raccolte in quarantacinque volumi, pubblicati fra il 1974 ed il 1996, che hanno avuto una tiratura di oltre 80 milioni nel 1992. Inoltre, Doraemon è comparso anche in numerose serie manga della Shōgakukan. Nel 2005 la Shōgakukan ha pubblicato una serie di cinque volumi dal titolo Doraemon+, che comprendevano alcune delle storie escluse dai quarantacinque volumi originali.
FINALI (SPOILER!!!)
Nel corso degli anni furono realizzati svariati finali della serie per andare incontro alla crescita delle generazioni di bambini che erano cresciuti con Doraemon:
marzo 1971, Shogaku 4-nensei: Doraemon lascia Nobita e torna nel futuro.
marzo 1972, Shogaku 4-nensei: Doraemon lascia Nobita e torna nel futuro. Nel 1981 questo episodio fu adattato in animazione, e nel 1998 in un film d'animazione.
marzo 1972, Shogaku 4-nensei: Doraemon lascia Nobita durante il sonno, dopo aver capito che è cresciuto.
Quando il duo Fujiko Fujio si sciolse nel 1987, l'idea di realizzare un finale ufficiale della serie non fu mai affrontata, e successivamente divenne irrealizzabile con la morte di Fujiko F. nel 1996. Tuttavia, appare evidente da alcuni episodi e da molti film della serie dove Nobita viaggia nel futuro, che alla fine sposerà Shizuka e vivrà una vita felice, lontano da Doraemon, che però rimarrà nei suoi ricordi.
ANIME
Nel 1973, la Nippon Television trasmise una prima serie animata prodotta dalla Tokyo Movie, che però non divenne mai popolare ed ebbe vita breve, fermandosi a 26 episodi. Doraemon rimase esclusivamente di dominio della carta stampata fino al 1979, quando TV Asahi e Shin-Ei Animation produssero una nuova serie animata di Doraemon che riscosse (e continua ancora a riscuotere) un incredibile successo, ed in Giappone cominciò la "febbre" di Doraemon.
In Italia la serie ha debuttato nel 1982 su Rai Due all'interno della trasmissione per ragazzi Tandem, avendo poi diverse repliche su tv minori e locali. Dal 2003, su Italia1, è andata in onda una nuova edizione, che includeva puntate precedentemente inedite (ma sempre prodotte a partire dagli anni '80). Questa seconda edizione ha avuto repliche su Boing e Hiro.
Sempre lo studio Shin-Ei Animation ha prodotto nel 2005 un sequel della serie televisiva, trasmessa per la prima volta in Giappone dal 15 aprile 2005 su TV Asahi. In Italia i diritti sono stati acquistati da Mediaset, che ha iniziato a trasmettere la serie dal 3 marzo 2014 su Boing.
FILM
Dal 1980 fino ad oggi sono stati creati dei lungometraggi con cadenza annuale. I film hanno un tono un po' più avventuroso, dove i vari personaggi vengono calati in situazioni esotiche ed avventurose. Alcuni dei film sono basati su leggende o trame letterarie, altri affrontano temi "seri", in particolare su soggetti ambientalistici e sull'uso della tecnologia.
VIDEOGIOCHI
Sono stati prodotti 65 videogiochi ispirati a Doraemon e pubblicati esclusivamente per il mercato giapponese. I videogiochi sono stati realizzati a partire dal sistema Arcadia 2001 sino ad arrivare ai più moderni Nintendo 3DS. Il personaggio di Doraemon inoltre compare nella popolare serie della Namco Taiko no Tatsujin.
MUSICAL
Butaiban Doraemon Nobita to animal planet è un musical del 2008 basato sul film del 1990 dal titolo omonimo. La storia è la stessa del film originale: Nobita scopre della polvere magica nella propria casa in grado di teletrasportarlo sul pianeta degli animali.
Il musical ha debuttato al Tokyo Metropolitan Art Space il 4 settembre 2008, concludendosi il 14 settembre dello stesso anno.
ACCOGLIENZA
Bus con Doraemon al Museo di Fujiko F. Fujio a Kawasaki.
La serie ha debuttato nel dicembre 1969, pubblicata simultaneamente in sei riviste. In totale, sono state create 1.344 storie nella serie originale, pubblicate dalla Shogakukan per l'etichetta manga Tentōmushi (てんとう虫), per un totale di quarantacinque volumi. I volumi sono raccolti presso la Takaoka Central Library di Toyama, Giappone, dove l'autore è nato. La fine del manga è stata collocata in base all'anno di morte di chi l'ha creato (1996), ma il personaggio è stato riutilizzato anche in seguito per svariate mansioni, come dalla pubblicità alla semplice oggettistica.
La maggior parte delle storie di Doraemon sono commedie che insegnano ai bambini i valori dell'integrità, della perseveranza, del coraggio, della famiglia e del rispetto. Inoltre sono spesso affrontati temi ambientalisti come il surriscaldamento globale, le specie di animali in via di estinzione, il disboscamento e l'inquinamento ed in alcune occasioni sono stati affrontati argomenti didattici come i dinosauri, i viaggi di Gulliver o la storia del Giappone.
Il termine "Doraemon" è ormai un termine di conoscenza comune in tutto il Giappone. Persino i quotidiani fanno regolarmente riferimenti a esso come qualcosa con la capacità di soddisfare tutti i desideri. Anche gli altri personaggi della serie sono frequentemente citati in TV. Alcune riviste hanno usato l'analogia che l'America è il Takeshi del mondo e il Giappone è il suo compagno Suneo. Inoltre è un fenomeno culturale molto diffuso e può essere visto in vari luoghi; ad esempio, Doraemon è utilizzato come carattere promozionale da Art Hikkoshi Center (アート 引越 センター Āto Hikkoshi Sentā), una società, e da Cocos, una catena di ristoranti. I personaggi della serie vengono menzionati anche in diversi anime e manga da altri mangaka.
Il marchio "Doraemon" fa appello anche per la carità, il "Fondo Doraemon".
Il lottatore di sumo Takamisugi è stato soprannominato "Doraemon" per via della sua forte somiglianza con il personaggio.
Alla fine del 2011, Shogakukan e Toyota hanno unito le forze per creare una serie di spot live-action come parte della campagna pubblicitaria della Toyota. Gli spot raffigurano i personaggi quasi 20 anni più vecchi. L'attore di Hollywood Jean Reno interpreta il ruolo di Doraemon.
Doraemon è stato insignito del Japan Cartoonists Association Award per l'eccellenza nel 1973; ha inoltre vinto il Shogakukan Manga Award nella categoria dei fumetti per bambini nel 1982, ed il primo Osamu Tezuka Culture Award nel 1997.
Il 22 aprile 2002, sullo speciale Asian Hero nella rivista Time Magazine, Doraemon è stato selezionato come uno dei 22 eroi asiatici. Essendo l'unico personaggio anime selezionato, Doraemon è stato descritto come "L'eroe più tenero dell'Asia".
Nel 2005 il Taiwan Society of New York ha selezionato Doraemon come significato culturale giapponese otaku della cultura pop nella mostra Little Boy: The Arts of Japan's Exploding Subculture, curata dal famoso artista Takashi Murakami.
Nel marzo 2008, è stato nominato "ambasciatore degli anime nel mondo", dal Ministro degli Esteri giapponese Masahiko Komura per promuovere la cultura e l'industria dell'animazione fuori dal Giappone.
Il 3 settembre 2011 apre a Kawasaki il Museo di Fujiko.F.Fujio, con Doraemon come star del museo.
Il 3 settembre 2012, a Doraemon è stata concessa la residenza ufficiale nella città di Kawasaki, 100 anni prima della sua nascita.




Per oggi è tutto, sayounara
*Checca-chan

martedì 14 ottobre 2014

Parole principali


Parole e frasi usate più comunemente:
Konnichiwa (こんにちは) = ciao
Ohayougozaimasu (おはようございます) = buongiorno
Konbanwa (こんばんわ) = buonasera
Oyasumi nasai (お休み なさい) = buonanotte
Ogenki desuka? (お元気 ですか?) = come stai?
Genki desu (元気 です) = sto bene
Amari genki dewa arimasen (あまり 元気 でわ ありません) = non sto molto bene
Totemo genki desu とても 元気 です() = sto benissimo
Watashi wa genki desu. Anatawa? (私 わ 元気 です。 あなたわ?) = Io sto bene grazie. E tu?
Onamae wa nan desuka? (お名前 わ なん ですか?) = come ti chiami?
Watashi wa ... to iimasu (私 わ 。。。 と 言います) = io mi chiamo ...
Hajimemashite (はじめまして) = piacere di conoscerti
Dochira no syusshin desuka? (どちら の 出身 ですか?) = da dove vieni?
Watashi wa ... syusshin desu (私 わ 。。。 出身 です) = vengo da ...
Oshigoto wa nan desuka? (お仕事 わ なん ですか?) = che lavoro fai?
Gakusei desu (学生 です) = sono uno studente
Kyoushi desu (教師 です) = sono un'insegnante
Dokoni sunde imasuka? (どこに 住んで いますか?) = dove abiti?
Wa doko desuka? (わ どこ ですか?) = dov'è?
Nansai desuka? (何歳 ですか?) = quanti anni hai?
Watashi wa ... sai desu (私 わ 。。。 再 です) = ho ... anni
Eigo o hanasemasuka? (英語 お 話せますか?) = parli inglese?
Sukoshi dake eigo o hanasemasu (少し だけ 英語 お 話せます) = parlo solo un po' d'inglese
Wakarimasen (わかりません) = non capisco
Mou ichido itte kuremasenka? (もう 一度 行って くれませんか?) = puoi ripeterlo?
Mou sukushi yukkuri hanashite kuremasenka? (もう 空くし ゆっくり 話して くれませんか?) = puoi parlare più lentamente?
Tetsudatte kuremasenka? (手伝って くれませんか?) = puoi aiutarmi?
Hai (はい) = si
Iie (いいえ) = no
Douzo (どうぞ) = per favore
Arigatou (ありがとう) = grazie
Douitashimashite (どういたしまして) = prego
Sumimasen (すみません) = scusami
Gomennasai (ごめんなさい) = mi dispiace
Soreja, mata (それじゃ, また) = a presto
Soreja, ashita (それじゃ, 明日) = a domani
Sayounara (さようなら) = arrivederci
You ichinichi o (用 一日 お) = buona giornata

Spero sia stato di vostro interesse, sayounara
*Checca-chan!