lunedì 13 ottobre 2014

Geografia del Giappone

Il Giappone è uno Stato insulare dell'Asia orientale, nonché un arcipelago stratovulcanico che si estende lungo la costa pacifica dell'Asia. Secondo il sistema di coordinamento geografico il Giappone si estende dal 24° al 46° di latitudine nord e dal 123° al 146° di longitudine est. Il Paese è bagnato a nord dal Mare di Okhotsk, separato dall'Estremo Oriente russo dallo stretto di La Pérouse, ad ovest dal Mar del Giappone che lo separa dalla Corea, mentre a sud l'arcipelago delle isole Ryukyu è separato dalla Cina e da Taiwan dal Mar Cinese Orientale.
L'arcipelago giapponese è composto da un totale di 6.852 isole, di cui le quattro isole principali, da nord a sud, sono Hokkaido, Honshu, Shikoku, Kyushu, le quali formano un arco lungo circa 3000 km che si apre verso nord-ovest. Le isole Ryukyu, Okinawa compresa, sono situate a sud di Kyushu. Il territorio giapponese si estende per 377.915 km² (62º Paese al mondo per grandezza), di cui 364.485 km² rappresentano terraferma mentre i restanti 13.430 km² sono occupati dall'acqua.
TERRITORIO
Le isole che formano il Giappone costituiscono la parte emersa di una grande catena montuosa, in origine appartenente al continente asiatico, dalla quale si staccarono nell'era cenozoica. La lunga e stretta isola principale, Honshu, che da sola rappresenta i due terzi della superficie del Paese, ha un'ampiezza massima inferiore ai 322 km, mentre nessun punto del Giappone è distante più 161 km dal mare. Il litorale del Giappone, molto lungo in proporzione alla superficie totale del Paese, si estende, con numerose baie e insenature, per 29.750 km.
Le coste sul Pacifico sono in prevalenza frastagliate, ricche di golfi, promontori e insenature, in conseguenza dell'azione erosiva delle maree e di violente tempeste. La costa occidentale di Kyushu, sul Mar Cinese orientale, rappresenta la parte più irregolare del litorale giapponese. È possibile trovare qualche insenatura navigabile sulla costa orientale sopra Tokyo, ma è a sud dell'omonima baia che sono situati molti dei più importanti porti e baie del Giappone. Tra Honshu, Shikoku e Kyushu si trova il Mare Interno di Seto, disseminato di isole e collegato all'oceano Pacifico e al Mare del Giappone da tre piccoli stretti raramente colpiti dalle tempeste oceaniche. La linea costiera occidentale, che s'affaccia sul Mare del Giappone, è poco articolata e ha un'estensione inferiore ai 4.830 km; le uniche insenature di rilievo sono la baia di Wakasa e la baia di Toyama nel Honshu.
L'arcipelago giapponese è stato trasformato dall'opera dell'uomo in una sorta di terra continua, in cui le quattro isole principali son interamente raggiungibili e percorribili dai mezzi di trasporti ferroviari e stradali grazie alla costruzioni di enormi viadotti e gallerie che collegano tra loro le varie isole. Inoltre sono state costruite diverse isole artificiali, quali ad esempio Odaiba e Dejima. Nel novembre 2008 il Giappone ha presentato una richiesta di espansione della sua piattaforma continentale; quattro anni più tardi, nel 2012, la Commissione delle Nazioni Unite sui limiti della piattaforma continentale ha riconosciuto in tutto 310.000 km² di fondale intorno Okinotorishima, dando al Giappone la possibilità di accedere alle risorse dei fondali marini delle aree vicine. Secondo la Commissione delle Nazioni Unite sui limiti della piattaforma continentale, l'espansione approvata equivale a circa l'82% della superficie totale del Giappone. La Cina e la Corea del Sud, successivamente, hanno espresso perplessità sulla concessione di tale espansione, poiché ritengono non classificabile come isola l'atollo di Okinotorishima, contestando il diritto alla zona economica esclusiva di quell'area da parte del Giappone.
PUNTI ESTREMI
Considerando gli attuali confini politici, i punti estremi del Giappone sono:
a settentrione: Benten-jima, Wakkanai, Hokkaido, una piccola isola deserta a nord di Capo Sōya - 45°31'35″N, 141°55'09″E
se si tiene conto dei territori attualmente in disputa tra Giappone e Russia: Capo Kamuiwakka (o Capo Koritsky) a nord di Iturup, nelle isole Curili - 45°33'N, 148°45'E
a meridione: atollo di Okinotorishima - 20°25'N, 136°04'E
a occidente: Yonaguni, una delle isole Yaeyama - 24°27′N, 122°59′E
a oriente: Minami Torishima, un atollo corallino a nord dell'Oceano Pacifico - 24°18′N, 153°58′E
Giappone (solo isole principali)
a settentrione: Capo Sōya, Wakkanai, Hokkaido - 45°31'N, 141°56'E
a meridione: Capo Sata nella penisola di Osumi, Minamiosumi, Kagoshima - 30°59'N, 130°39'E
a occidente: Kōsakibana, Sasebo, Nagasaki - 33°13'N, 129°33'E
a oriente: Capo Nosappu, Nemuro, Hokkaido - 43°22'N, 145°49′E
Altezze estreme
punto più basso: Hachirōgata (-5 m)
punto più alto: Monte Fuji (3776 m)
OROGRAFIA
Il territorio, molto irregolare, è caratterizzato dal succedersi di alte montagne e vallate profonde, con pianure alluvionali di limitata estensione poste sui fondivalle e presso gli sbocchi costieri dei fiumi; la più grande di queste, la pianura di Kantō, sulla quale sorgono le città di Tokyo e Yokohama, Nobe e Kinnai, raggiunge appena i 13.000 km². A causa di questa frammentazione delle aree pianeggianti, il terreno coltivabile è pari solo a circa il 15% della superficie totale del Paese. Altre zone pianeggianti estese, situate perlopiù intorno ai corsi inferiori dei principali fiumi e lungo la costa, si trovano nel Hokkaido: lungo il corso del fiume Ishikari nella parte occidentale dell'isola, lungo il fiume Tokachi a sud-est e intorno alle città di Nemuro e Kushiro sulla costa centrorientale. Nel Honshu vi sono diverse zone pianeggianti; le maggiori sono la pianura di Osaka, all'interno della zona del Kansai, dove sorgono le città di Kobe, Kyoto e Osaka e quella di Nobi, dove la principale città è Nagoya. Nel Kyushu la pianura più estesa è quella di Tsukushi.
La caratteristica dominante del territorio giapponese è dunque rappresentata dalla massiccia presenza di rilievi, i quali occupano il 75% della totalità del territorio giapponese. Honshu è attraversta da nord a sud da diverse catene montuose accidentate, con numerose diramazioni. A nord dell'isola le più alte cime sono costituite in maggior numero da coni vulcanici (tra i quali spiccano il monte Gazyu e il monte Chokai, rispettivamente di 2.041 e 2.230 m); a sud si elevano il monte Iide (2.105 m) e il vulcano Bantai (1.819 m); al centro della catena assiale di Honshu campeggia il vulcano attivo di Asama (2.542 m) e il monte Fuji, che con i suoi 3.776 m di altezza costituisce la montagna più alta del Giappone, vulcano in fase di quiescenza dal 1708.
Nella parte centroccidentale, tra le catene che formano la massa montagnosa centrale è quella che per la sua imponenza e per la maestosità del suo paesaggio è conosciuta come Alpi giapponesi, le quali superano i 3.000 metri di altezza; la cima più alta di questa catena è il monte Shirane (3.192 m) facente parte dei monti Akaishi, seguiti dai monti Hida (3.190 m, la più occidentale, si allunga per circa 150 km tra il Mar del Giappone a nord e il fiume Kiso a sud e comprende le cime di Hodaka, 3.190 m; Yariga, 3.180 m; e alcuni vulcani, quali Ontake, 3.063 m; Norikura, 3.026 m; Yake, 2.458 m, quest'ultimo attivo) e dal monte Komaga dei monti Kiso (2.956 m).
Diverse catene montagnose si elevano anche sulle isole di Hokkaido (dove la cima più alta è il monte Asahi-dake di 2.290 m), Shikoku (il monte Ishizuchi con 1.982 m è il più alto della zona) che però non presenta catene vulcaniche e Kyushu, dove i rilievi sono di altezza inferiore, tra cui il monte Kuju (1.778 m), il monte Aso e il Sakurajima.
ATTIVITA' SISMICA
A testimonianza dell'intenso vulcanismo che, insieme alla forte instabilità sismica, ha caratterizzato la formazione geologica del Paese, sul territorio giapponese sorgono ancora circa 200 vulcani (pari al 26% di tutte le montagne del Giappone) dei quali 108 sono tuttora attivi (pari al 10% su scala globale) mentre numerosissime sono le sorgenti termali. La presenza dei vulcani attivi e la frequenza di terremoti fanno del Giappone una delle regioni più instabili del pianeta, a causa anche della sua collocazione lungo una delle principali linee sismiche, quella che dalle isole Aleutine, a nord, arriva fino alle isole della Sonda a sud.
La ricerca geologica ha infatti evidenziato un abbassamento della costa giapponese occidentale, e un innalzamento della costa sul Pacifico. La costa orientale è colpita da terremoti che interessano una zona molto estesa, solitamente accompagnati da forti maree e maremoti talvolta con onde anomale di eccezionale altezza, dette tsunami (come quella che nel 1995 ha colpito, spianandole, le coste dell'isola di Okushiri). Questi sismi sono legati agli assestamenti della crosta terrestre in prossimità della massa continentale asiatica, dove si ha un fenomeno di subduzione, di sprofondamento del fondo oceanico (e difatti in vicinanza delle isole giapponesi si trovano alcuni dei più profondi abissi oceanici, come la fossa delle Marianne, 11.032 m), con parallelo sollevamento del bordo continentale, dal quale sarebbe sorto l'arcipelago con le sue montagne e i suoi vulcani. L'instabilità che caratterizza le isole del Giappone del resto si verifica tutt'intorno all'oceano Pacifico, per cui si parla di cintura di fuoco, di cui l'arcipelago sarebbe una delle sezioni più attive.
Il terremoto più disastroso che si ricordi nella storia giapponese si verificò nel 1923: con epicentro nella baia di Sagami, danneggiò gravemente Tokyo e Yokohama, provocando la morte di circa 140.000 persone. Il grande terremoto dell'Hanshin del 1995, la cui intensità ha raggiunto il settimo grado della scala Richter, ha colpito la città portuale di Kobe facendo perire circa 5.000 persone. Un altro grande terremoto è stato quello dell'11 marzo 2011 di grado 9.0 magnitudo momento con conseguente tsunami. Questo è stato il terremoto con magnitudo maggiore mai registrato del Paese. L'epicentro si trovava non distante dalla città di Sendai ed ebbe effetti disastrosi.
IDROGRAFIA
Data la particolare conformazione stretta e allungata delle isole giapponesi non possono esistere grandi bacini idrografici e i fiumi, che disvolgono il loro corso dallo spartiacque alla costa, sono generalmente brevi. A causa di ciò, l'energia idroelettrica derivata garantisce solo il 12% del fabbisogno energetico del Paese. Il fiume più lungo è lo Shinano, nel Honshu, un corso di circa 370 km; sull'isola altri fiumi importanti sono il Tone, che possiede il bacino più grande (15.763 km²) e il Kitakami che sfociano nel Pacifico, il Tenryu e il Mogami. Tra i principali fiumi del Hokkaido vi sono l'Ishikari, secondo fiume giapponese per estensione del bacino, oltre al Teshio e al Tokachi. Il Yoshino è il maggiore fiume dello Shikoku.
Numerosi sono i laghi, alcuni formati da sbarramenti delle valli fluviali e quasi tutti di origine vulcanica, ma solo il lago Biwa, nel Honshu, possiede una superficie apprezzabile, 689 km² e una profondità di 104 m.
CLIMA
In virtù del notevole sviluppo in latitudine del Paese, le isole giapponesi presentano condizioni climatiche molto varie. La temperatura media varia tra i 5 °C di Nemuro (Hokkaido) e i 16 °C di Okinawa, con una temperatura media di 25 °C. La più alta temperatura mai misurata, invece è di 41 °C, fatta registrare il 12 agosto 2013 nella prefettura di Kochi, con un aumento della temperatura di 1,2 °C rispetto alla media usuale, il quale ha provocato nella stessa estate dagli 87 ai 338 decessi, soprattutto tra le persone anziane.
Estati brevi e miti e inverni lunghi e rigidi caratterizzano l'isola di Hokkaido e la parte settentrionale del Honshu; gli inverni rigidi si devono in gran parte ai venti di nord-ovest provenienti dalla Siberia e alla corrente marina fredda, detta Corrente Oyashio, che scende da nord e lambendo le coste di Hokkaido e quelle settentrionali di Honshu accentua in queste regioni i rigori dell'inverno, ricoprendole di neve per quasi tre mesi all'anno.[8] Nel sud e nell'est del Honshu le temperature invernali sono notevolmente miti grazie all'influenza della corrente calda detta Corrente Kuroshio (o Corrente del Giappone), che sale da sud e lambisce le coste meridionali di Honshu e delle altre due isole, mitigando il clima invernale.
Fondamentalmente è possibile dividere l'arcipelago in sei distinte zone:
Hokkaidō - situata all'estremo nord della regione, ha inverni rigidi ed estati fresche con clima prevalentemente montano. Le precipitazioni sono normali, tranne in inverno in cui le isole vengono solitamente sepolte dalla neve.
Mar del Giappone - ad ovest, in inverno vi sono forti nevicate causate dai venti che in estate espongono a brezze fresche la regione. In ogni caso le temperature possono raggiungere a volte picchi elevati (tipico delle regioni toccate dal Föhn).
Isola centrale - clima tipico delle parti più interne delle isole, con forti sbalzi di temperatura dall'estate all'inverno e dal giorno alla notte. Poche precipitazioni.
Seto Naikai - la zona marina tra Honshu, Shikoku e Kyushu viene riparata dai monti Chūgoku e Shikoku dai venti caratterizzando l'area con un clima particolarmente mite durante tutto l'anno.
Oceano Pacifico - la costa est in cui gli inverni sono rigidi con poche precipitazioni e estati calde e afose.
Isole a sud ovest - zona caratterizzata da un clima subtropicale con inverni caldi e estati torride. Le precipitazioni sono abbondanti e sovente si abbattono tifoni.
Durante gennaio e febbraio il clima è generalmente soleggiato e secco, ad eccezione del nord del Giappone e lungo il Mar del Giappone in cui sono frequenti le nevicate. A marzo, le prime fioriture dei susini e dei ciliegi sono i segnali dell'inizio della primavera, la quale ad aprile rende il clima piacevole e mite; questo periodo è uno dei più indicati per visitare il Giappone perché i fiori di ciliegio sono in piena fioritura nella maggior parte delle regioni del Paese. A maggio la vegetazione diventa lussureggiante e le temperature sono ancora confortevoli; a Hokkaido, l'arrivo della primavera è ritardato di circa un mese rispetto a Tokyo, mentre nell'altra estremità del Paese, a Okinawa, inizia la stagione delle piogge (tsuyu) che generalmente dura fino a metà giugno. A giugno la stagione delle piogge inizia in tutto il resto del Paese, tranne Hokkaido; anche se non piove tutti i giorni, il tempo tende ad essere nuvoloso e tetro. La durata e l'intensità della stagione delle piogge può cambiare completamente di anno in anno. Quest'ultima si conclude solitamente a luglio, portando caldo e afa nella maggior parte del Giappone. La stagione dei tifoni raggiunge il suo picco nel mese di agosto e settembre: i tifoni di solito colpiscono le coste di Okinawa, Kyushu e Shikoku e causano forti piogge in quasi tutto il Giappone per circa due giorni. Ad ottobre il clima è ancora caldo, ma si abbassa tuttavia il grado di umidità, tornando secco e mite nel mese di novembre e dicembre.
AMBIENTE
La politica ambientale in Giappone riflette la necessità di coniugare ad uno sviluppo economico e tecnologico sempre più all'avanguardia una particolare attenzione nei confronti della natura e dell'ambiente. Come primo importatore al mondo di entrambe le risorse naturali non rinnovabili e rinnovabili e uno dei più grandi consumatori di combustibili fossili (l'80% dell'energia è acquistata dall'estero, sotto forma di gas dall'Indonesia e soprattutto petrolio dai Paesi arabi), il governo giapponese si assume la responsabilità internazionale di conservare e proteggere l'ambiente.
Nel 2009, in seguito all'ondata di rinnovamento in seno all'entourage politico giapponese, con l'elezione dell'allora leader del partito democratico Yukio Hatoyama, la politica giapponese in materia di tutela dell'ambiente risultava essere oggetto di riforme significative, ambiziose, e di ardua realizzazione: la riduzione del 25% delle emissioni entro il 2020 rispetto ai livelli del 1990.
Il Giappone dispone di fonti energetiche naturali limitate, ma ciò nonostante sostiene un settore industriale in rapida espansione, oltre a una popolazione numerosa con un tenore di vita fra i più alti del mondo, avvalendosi di centrali nucleari, da cui traeva circa il 40% dell'energia, questo prima del disastro di Fukushima Dai-ichi che ha costretto il Paese nipponico a rivedere i suoi programmi di sviluppo nucleare.
L'inquinamento ambientale in Giappone ha accompagnato l'industrializzazione del Paese fin dal periodo Meiji. Uno dei primi casi fu l'avvelenamento da rame causato dal drenaggio della miniera di rame di Ashio nella prefettura di Tochigi, iniziato già nel 1878. Alluvioni e straripamenti ripetuti si verificarono nel bacino del fiume Watarase, e 1.600 ettari di terreni agricoli e urbani dei villaggi delle prefetture di Tochigi e Gunma furono danneggiate sia dall'alluvione, sia dall'acqua contaminata che conteneva eccessiva quantità di composti inorganici del rame derivati dalla miniera di Ashio.
Il Giappone inoltre soffre dei problemi ambientali tipici dei Paesi industrializzati. Produce forti quantitativi di emissioni di gas nell'atmosfera, che, accumulandosi, contribuiscono all'effetto serra. L'inquinamento atmosferico è aggravato dall'elevata concentrazione delle aree urbane, dove vive l'80% della popolazione. Le città di Tokyo e Osaka, attorno alle quali si estende una grande conurbazione, sono particolarmente colpite da inquinamento acustico e atmosferico (da Tokyo il monte Fuji è visibile solamente 78 giorni l'anno a causa dello smog). Le emissioni di anidride solforosa si sono significativamente ridotte in conseguenza delle normative ambientali, ma gli ossidi di azoto, che contribuiscono alle piogge acide e creano danni alla salute, costituiscono ancora un problema. La qualità dell'acqua è migliorata costantemente a partire dal 1970, anche se molte riserve idriche superano ancora i limiti relativi alle sostanze organiche. L'aumento dei rifiuti domestici negli anni ottanta è stato fra i più alti al mondo e il Giappone si trova a fronteggiare una grave carenza di luoghi da adibire a discariche.
Il Giappone, infine, è uno dei leader mondiali nello sviluppo di nuove tecnologie rispettose dell'ambiente, ed è al 20º posto al mondo secondo l'Indice di sostenibilità ambientale 2010. In quanto firmatario del Protocollo di Kyoto, il Paese nipponico ha l'obbligo di ridurre le proprie emissioni di anidride carbonica e di adottare altre misure per contrastare il cambiamento climatico.
AREE PROTETTE
Aree protette e speciali riserve di caccia erano già presenti da lungo tempo, ben prima dell'era moderna. Le foreste coprono oggi circa il 70% del Paese, anche se si tratta spesso di piantagioni commerciali. Malgrado le sue considerevoli riserve, il Giappone è fra i maggiori importatori di legname, proveniente soprattutto dal Borneo. Al 31 marzo 2008 in Giappone si contavano 29 parchi nazionali e 56 parchi seminazionali. L'area dei primi copre 20.869 km² (il 5,5% della superficie nazionale), mentre i secondi coprono 13.614 km² (il 3,6% del totale). Inoltre i 309 parchi prefetturali si sviluppano su un'area di 19.608 km² (il 5,2% del totale). Un'ampia serie di riserve faunistiche e di santuari speciali si estendono per oltre l'8% del territorio. Sono inoltre stati istituiti almeno 28 parchi marini.
La Legge per la conservazione della natura del 1972 prevede che tutti i sistemi naturali siano inventariati ogni cinque anni, un mandato che il governo ha rispettato con l'ausilio di volontari e di organizzazioni non governative. La frequenza di visite da parte dei cittadini ai parchi nazionali è fra le più alte del mondo e fin dagli anni ottanta si è imposto un forte movimento ambientalista. Tra le principali aree protette vi sono il parco nazionale dei Monti Daisetsu, sull'isola di Hokkaido, il Joshin-Etsu-Kogen (1949) e il Bandai-Asahi (1950), entrambi sull'isola di Honshu. In Giappone inoltre vi sono 16 siti riconosciuti patrimoni mondiali dall'UNESCO, tra i quali le Isole Ogasawara, la penisola di Shiretoko, Shirakami-Sanchi, e l'Isola Yakushima. Nel 1980 il governo ha dichiarato 4 riserve della biosfera nell'ambito del programma MAB (Man and the Biosphere, l'uomo e la biosfera) dell'UNESCO.
Il Giappone ha ratificato la Convenzione di Ramsar sulla salvaguardia delle zone umide (cui non hanno aderito molti Paesi dell'area asiatica), i Trattati per il legname tropicale del 1983 e del 1994 e il Trattato Antartico. Fra gli altri accordi ambientali internazionali vi sono quelli relativi alla biodiversità, al cambiamento del clima, alle specie in via d'estinzione, alle modificazioni dell'ambiente, allo smaltimento dei rifiuti pericolosi, allo scarico dei rifiuti in mare, all'abolizione dei test nucleari, alla protezione dell'ozono sfera e all'inquinamento navale.
FLORA E FAUNA
Grazie alla temperatura calda e umida dell'estate, il Giappone ha una flora varia e rigogliosa che conta più di 4000 specie di piante. Fra le piante fiorite va menzionato innanzitutto il ciliegio, che fiorisce a inizio primavera: è il fiore nazionale e costituisce un motivo ricorrente nell'arte e nella cultura giapponese, nonché simbolo di vita, delicatezza e purezza. In aprile, le colline si ricoprono invece dei colori delle camelie e delle azalee e, all'inizio di maggio, delle peonie, uno dei fiori più coltivati. Il loto è in fiore in agosto, mentre in novembre uno dei più famosi festival floreali giapponesi celebra il crisantemo, fiore che rappresenta l'emblema della famiglia imperiale. Tra gli altri fiori si ricordano l'anagallide, la campanula, il gladiolo e diverse varietà di gigli. Tra gli alberi predominano le conifere; diffuso è il cedro giapponese, detto sugi, che può raggiungere e superare i 40 m d'altezza, il larice e diverse varietà di abete. Nel Kyushu, nel Shikoku e nel Honshu meridionale si trovano alberi come il bambù (utilizzato in cucina e nell'edilizia), l'albero della canfora e il fico d'india; la pianta del tè e della cera vegetale sono coltivate nella zona centrale di Honshu e in tutta l'area meridionale del Paese. Nel Honshu centrale e settentrionale crescono alberi tipici della zona temperata, come il faggio, il salice, il castagno, oltre a diverse conifere; vi è diffusa inoltre una coltura estensiva della pianta della lacca e del gelso; molto comuni sono anche il cipresso, il tasso, l'agrifoglio e il mirto. La vegetazione del Hokkaido è di tipo subartico, più o meno simile a quella della Siberia meridionale, con una diffusa presenza di abeti e larici; ma nelle zone più temperate si trovano l'ontano, il pioppo e il faggio. In Giappone è praticata una forma pressoché unica di giardinaggio decorativo, con la riproduzione stilizzata e in scala ridotta di paesaggi naturali. Vengono inoltre coltivati alberi nani, i bonsai, che grazie a un'abile e continua potatura, non superano i 30 cm d'altezza.
La fauna giapponese, ricca e varia, è paleartica ed affine a quella della Siberia e della Cina, con infiltrazioni indocinesi. Annovera tra le sue specie animali tipici delle zone fredde, come la tigre siberiana dell'isola di Sachalin e altri di tipo subtropicale come i macaco dalla faccia rossa, rappresentate dalla famiglia dei cercopitecidi, che popolano le isole di Honshu e Shikoku. L'isolamento del Paese ha consentito lo sviluppo di varie specie autoctone, tra cui diverse specie di mammiferi (ad esempio il roditore Apodemus speciosus), molte specie di uccelli e una nutrita varietà di rettili, anfibi (fra cui è particolare la salamandra gigante giapponese, che può raggiungere il metro e mezzo di lunghezza) e pesci.
GEOGRAFIA ANTROPICA: DIVISIONI AMMINISTRATIVE
Il Giappone è suddiviso in otto regioni geografiche (Hokkaido, Tohoku, Kanto, Chubu, Kansai, Chugoku, Shikoku, Kyushu) e in 47 prefetture, ciascuna controllata da un governatore elettivo, da un'assemblea legislativa e da una burocrazia amministrativa. Ogni prefettura è ulteriormente suddivisa in città, paesi e villaggi. La nazione è attualmente in fase di riorganizzazione amministrativa col principale intento di unire molte delle attuali città, paesi e villaggi gli uni con gli altri. Questo processo consentirà di ridurre il numero di sotto-prefetture e di regioni amministrative permettendo di alleggerire i costi amministrativi.
CITTA' PRINCIPALI
Posizione Città Popolazione
1ª Tokyo 8 956 000
2ª Yokohama 3 690 000
3ª Osaka 2 670 000
4ª Nagoya 2 266 000
5ª Sapporo 1 906 000
6ª Kobe 1 544 000
7ª Fukuoka 1 482 000
8ª Kyoto 1 470 000
9ª Kawasaki 1 413 000
10ª Saitama 1 230 000
Le aree urbanizzate si concentrano lungo le coste dove le città sono sorte in corrispondenza delle zone pianeggianti e coltivabili, sviluppandosi poi come centri portuali e industriali. Da Tokyo-Yokohama sino a Osaka si estende un'unica grande conurbazione comprendente diverse città per un totale di oltre 25 milioni di abitanti.
La città più popolata è Tokyo, nonché capitale del Paese nipponico, con i suoi 8.956.000 abitanti, è considerato dalle Nazioni Unite il maggiore agglomerato urbano al mondo. Tokyo possiede una suddivisione amministrativa che prevede 23 quartieri speciali (ku), 26 città (shi), 5 paesi (machi) e 8 villaggi (son o mura).
Altri importanti centri sono Osaka, importante porto e scalo aeroportuale, nonché tra i principali centri finanziari del Paese; Nagoya, centro industriale che si distingue per le porcellane, i tessili e la ceramica; Kyoto, la capitale storica, nota soprattutto per le attività nel campo della produzione di oggetti d'arte, tra cui la tessitura e la stampa della seta; e Kobe, importante porto, e tra le città più apprezzate dai turisti.
POPOLAZIONE
Dati demografici
Superficie: 372.824 km²
Popolazione: 127.770.794
Densità: 343 ab/km²
Capitale: Tokyo
Lingua: giapponese
Moneta: Yen
Religione: Shintoismo, Buddhismo, Cristianesimo
Il Giappone ha una popolazione di 127.770.794 abitanti. Avendo una superficie di 372.824 km² ha una densità abitativa di circa 343 abitanti/km², di quasi sette volte superiore alla media mondiale.
La società giapponese è linguisticamente e culturalmente omogenea, il 98,5% della popolazione è formato da cittadini di etnia giapponese con un esiguo numero di lavoratori stranieri; Il gruppo etnico nativo dominante è il popolo Yamato; altri gruppi minoritari principali includono gli indigeni Ainu e i Ryukyuani, così come gruppi minoritari sociali quali i burakumin. Nelle Isole Ogasawara vivono gruppi di persone di diverse origini etniche e un decimo della popolazione ha origini europee, americane, micronesiane o polinesiane. La popolazione è sostanzialmente etnicamente omogenea (nel 2009, i nati all'estero non naturalizzati costituivano solo l'1,7% della popolazione totale) e gli stessi giapponesi tendono a preservare l'idea del Giappone come una società monoculturale respingendo ogni necessità di riconoscere le differenze etniche in Giappone, benché tali richieste vengano inoltrate dalle stesse minoranze etniche degli Ainu e della gente Ryukyu.
L'aspettativa di vita in Giappone è una delle più alte al mondo: 83,5 anni. Ne consegue un tasso di mortalità fra i più bassi al mondo (9,54/1000 ab), con un tasso di natalità altrettanto limitato (7,64/1000 ab) i quali determinano una diminuzione effettiva della popolazione e un suo progressivo invecchiamento. Già oggi un giapponese su quattro ha più di 65 anni, e si stima che nel 2050 questo rapporto salirà a un terzo.
La lingua ufficiale è il giapponese (de facto), parlata da più del 99% della popolazione, mentre le religioni più seguite sono lo shintoismo, il buddhismo e il cristianesimo.
ECONOMIA: INDUSTRIA E AGRICOLTURA
Dopo la seconda guerra mondiale il Giappone fu protagonista di un “miracolo economico”: il suo prodotto interno lordo crebbe in media del 10% negli anni sessanta, del 5% nei settanta e del 4% negli ottanta. La crescita rallentò fortemente negli anni novanta, con lo scoppio della bolla speculativa e l'emersione di alcune debolezze locali sul mercato interno, in politica, nei settori bancario e finanziario e nei conti pubblici (il debito pubblico giapponese ammonta a ben oltre il 200% del PIL). Il Paese tentò anche di riprendersi leggermente, almeno fino al collasso delle dot com nel 2000. Dopo il 2005 l'economia ha ricominciato a crescere del 2,8%, fino a punte del 5,5% negli anni immediatamente successivi, più degli Stati Uniti e dell'Unione Europea.
Oggi il Giappone è la seconda potenza economica dell'Asia, e la terza al mondo dopo Stati Uniti e Cina, sia per PIL nominale che a parità di potere d'acquisto. Attualmente è un Paese postindustriale, in cui due terzi del reddito provengono dal terziario (banche, assicurazioni, settore immobiliare, commercio, trasporti, comunicazione, costruzioni, intrattenimento). L'industria è tra le più imponenti ed avanzate al mondo, ed è dominata da due settori chiave, la produzione di automobili e l'elettronica di consumo, seguite dai settori siderurgico, chimico, farmaceutico, della gomma, petrolchimico, cantieristico, motociclistico, microelettronico, videoludico, tessile, alimentare, del legno, dei laterizi, del tabacco e degli strumenti musicali. Nel Paese si trovano sia grandi multinazionali (Toyota, Honda, Sony, Panasonic, Yamaha, Toshiba, Sharp, Canon, Nintendo, SEGA, Bridgestone, Japan Tobacco, NTT, Nippon Steel, Nippon Oil) sia piccole e medie aziende. Inoltre hanno sede alcune delle maggiori banche mondiali, e la Borsa di Tokyo, seconda al mondo per capitalizzazione. Più limitato è il ruolo dell'agricoltura (riso, tè, patate, ortaggi) e dell'allevamento, mentre la pesca locale è seconda al mondo dopo quella della Cina.
Nel 2001 il Giappone contava su una popolazione attiva di 67 milioni di persone, e solo il 4% degli adulti è disoccupato. Nonostante il reddito pro capite dei giapponesi sia ancora 19º al mondo e il salario orario sia il più alto in assoluto, il Paese deve fare i conti con l'aumento della povertà (20 milioni di persone).
COMMERCIO
Le esportazioni del Giappone ammontavano a 4 210 dollari pro capite nel 2005, e sono rappresentate in primo luogo da automobili e prodotti elettronici. I suoi principali clienti sono: Stati Uniti 22,8%, Unione europea 14,5%, Cina 14,3%, Corea del Sud 7,8%, Taiwan 6,8% ed Hong Kong 5,6%. Il Paese importa soprattutto materie prime agricole e minerarie, da: Cina 20,5%, Stati Uniti 12,0%, Unione europea 10,3%, Arabia Saudita 6,4%, Emirati Arabi Uniti 5,5%, Australia 4,8%, Corea del Sud 4,7%, Indonesia 4,2%.
PRODUZIONE DI ENERGIA
Nel 2008, il 46,4% dell'energia del Giappone veniva prodotta dal petrolio, il 21,4 dal carbone, il 16,7% dal gas naturale, il 9,7% dal nucleare il 2,9% dall'energia idroelettrica. Nel 2009 l'energia nucleare prodotta rappresentava il 25,1% di tutta l'energia elettrica del Giappone. Tuttavia, a partire dal 5 maggio 2012, tutte le centrali nucleari del Paese sono state dismesse a causa della continua opposizione dell'opinione pubblica a seguito del disastro nucleare di Fukushima Dai-ichi, anche se da settembre 2012 sono stati riattivati i reattori considerati sicuri per far fronte al fabbisogno delle aziende, con il programma di chiuderli definitivamente entro il 2030. Data la sua forte dipendenza dalle importazioni di energia, il Giappone ha l'obiettivo primario di diversificare le fonti e mantenere elevati i livelli di efficienza energetica.


domenica 12 ottobre 2014

The Grudge

The Grudge è un film del 2004, diretto da Takashi Shimizu con protagonista Sarah Michelle Gellar. È il remake statunitense del film Ju-on: Rancore del 2003, diretto dallo stesso Shimizu.
Il film è stato distribuito in Nord America il 22 ottobre 2004 dalla Columbia Pictures. Nella stessa tradizione della serie originale, la trama del film è raccontata attraverso una sequenza di eventi non-lineare e include diverse sottotrame che si intersecano.
Il film ha avuto due sequel: The Grudge 2 del 2006 e The Grudge 3 del 2009.
TRAMA
Il film incomincia con il suicidio di Peter Kirk, un professore universitario straniero che vive in Giappone; questi, un giorno, assai pensieroso, improvvisamente e stancamente decide di buttarsi giù da una finestra davanti alla moglie sorpresa e incredula.
Due anni dopo una giovane assistente sociale del posto di nome Yoko si reca da una sua paziente: un'anziana donna occidentale con seri problemi di salute che vive da sola in casa dopo che suo figlio e la nuora sono scomparsi. Mentre la ragazza fa le pulizie sente strani rumori provenienti dalla soffitta e sale a controllare. Curiosando lì viene aggredita da un orribile spettro dalle sembianze di una donna, quindi viene sollevata di peso e tra urla e strepiti viene fatto intendere che sarebbe stata brutalmente uccisa.
Karen Davis è una occidentale che per uno scambio culturale sta studiando in Giappone, dove è stata accompagnata da un ragazzo, Doug, con cui si frequenta. Anche lei fa l'assistente sociale; un giorno dal suo capo Alex le viene affidata la sua prima paziente, la donna assistita in precedenza proprio da Yoko: dato che la prima ragazza non si è più presentata al lavoro e da un po' non si hanno più notizie di lei.
Karen, entrando nella casa della signora, subito nota lo stato di completo degrado e sporcizia, come se nessuno se ne fosse occupato per giorni, poi troverebbe la povera anziana a terra ora quasi in stato catatonico e dunque prontamente la soccorre come meglio può. Dopo averla accudita e messa a riposare, in modo simile a un'infermiera, comincia quindi a pulire e ordinare in giro, quando inizia anche lei a sentire dei rumori provenire dal piano di sopra.
In una stanza, trova un armadio sigillato con il nastro adesivo, da cui provengono suoni strani e sinistri, ma anche dei pianti: dunque apertolo coraggiosamente vi trova all'interno un bambino dall'aria cadaverica con un gatto nero in braccio; il bambino le dice di chiamarsi Toshio, ma poco dopo si dilegua con l'animale nelle tenebre della casa molto misteriosamente senza dare spiegazioni. La stessa sera, la donna malata, che fino a quel momento non aveva mai parlato, inizia ad agitarsi terrorizzata nel letto, mentre un essere dalle sembianze femminili con lunghi capelli scende dal soffitto, facendola presumibilmente morire di infarto davanti agli occhi di Karen sbigottita e impaurita.
All'arrivo della polizia, chiamata dal capo di Karen che, preoccupato da una sua telefonata, era andato a cercarla, proprio dagli agenti vengono ritrovati in soffitta i cadaveri del figlio e della nuora della donna malata, ma anche la mascella strappata di Yoko. Karen in ospedale, dove sembra sarebbe stata condotta dopo il dramma a cui ha assistito, viene presto informata dal detective Nakagawa, il quale si occupa delle indagini, che sempre in quella casa anni addietro vi era stata una orribile tragedia. Un marito geloso aveva ucciso la moglie Kayako, innamoratasi del professore universitario Peter; anche il loro piccolo figlio Toshio con il suo gattino era rimasto vittima della follia dell'uomo, che era stato poi ritrovato impiccato e il suo era sembrato a tutti un suicidio, anche se forse causato dalla moglie risorta come fantasma vendicativo.
La casa è avvolta da un'aura di morte e chiunque ci entri sembra destinato a subirne le terribili conseguenze. Difatti, tutti quelli che sono andati nella casa fino a quel momento verrebbero brutalmente uccisi dai fantasmi, che appaiono nei luoghi più disparati e con sembianze terribili.
Il primo a morire fu, due anni prima, il professor Peter, che riceveva da Kayako lettere d'amore, da lui sempre ignorate. Un giorno incuriosito entrò nella casa solo per trovare Kayako morta in soffitta con il collo spezzato, il piccolo Toshio annegato e il marito appeso al soffitto. Dopo quell'evento, il professore tornò scioccato a casa, capendo che la colpa di quel massacro era in fondo un po' anche sua, essendo avvenuto a causa di come si era comportato. I successivi a morire furono i parenti della vecchia malata, uccisi dagli spiriti e ritrovati morti in soffitta dagli agenti di polizia, poi la giovane Yoko e infine la stessa anziana donna. Ben presto però la maledizione miete nuove vittime e la prima della nuova serie è Susan, la sorella dell'uomo trovato morto in soffitta, entrata nella casa con la maledizione tempo prima per assicurarsi che l'anziana madre stesse bene; poco prima che la polizia la contatti dopo il ritrovamento del corpo del fratello, Kayako appare nel suo stabile e vi uccide un vigilante e poi con Toshio le si manifesta nel suo appartamento a letto da dove la fa letteralmente scomparire. Persino Alex il capo di Karen viene raggiunto nel suo ufficio, però a differenza degli altri chi gli appare non è Kayako ma lo spettro mutilato di Yoko. I prossimi a dover subire la maledizione sono tutti i poliziotti entrati nella casa ed anche il ragazzo di Karen.
Dopo la serie di omicidi, lo stesso detective Nakagawa, avendo capito che stanno accadendo eventi soprannaturali, e sapendo che in futuro a morire sarebbero un po' tutti, decide di porre fine alla maledizione incendiando la casa, ma viene trucidato come gli altri, dal fantasma di Toshio mentre sta per appiccare il fuoco. Per una tragica serie di circostanze Doug, credendo che Karen vi sia tornata per scoprirne il segreto, vi entra, ma viene aggredito anch'egli dagli spiriti. Presagendo il peggio, Karen corre alla casa, ma ormai sarebbe troppo tardi per salvare Doug che viene semplicemente ucciso davanti agli occhi di lei che non riesce a fare niente per salvarlo; dopodiché attaccata anche essa da Kayako, nello scontro decisivo, riesce a ribaltare una delle taniche di gasolio portate dal detective: facendo divampare il fuoco che incendierebbe tutto.
Salvata "in extremis" mentre stava per essere carbonizzata, Karen sopravvissuta senza troppi problemi fisici, ma molto scossa viene portata all'ospedale; qui dove ripresasi o quasi dopo essere stata medicata deve recarsi all'obitorio per riconoscere il corpo di Doug, ma lì ha un ultimo inquietante incontro, però senza conseguenze con la presenza di Kayako: in un finale aperto e classicamente preoccupante per il pubblico con cui si completa il film.



Personalmente, credo sia il film più terrificante che io abbia mai visto! Se siete appassionati dell'horror, non perdetevelo!
Sayounara,
*Checca-chan

sabato 11 ottobre 2014

Il sumo

Il sumo è lo sport nazionale del Giappone, ed è un'arte marziale che consiste nello estromettere o atterrare l'avversario e di farlo finire fuori dalla zona di combattimento (dohyo).
ORIGINI
Le origini del sumo risalgono agli inizi del VI secolo, sviluppatosi dalle radici degli antichi riti religiosi scintoisti e dalle preghiere in richiesta di raccolti abbondanti. Lo sport in principio era più ruvido rispetto alla versione moderna, con la presenza di elementi di combattimento simili alla boxe e al wrestling. I primi gruppi professionistici cominciarono a formarsi nei primi anni del XVII secolo.
I CONTENDENTI
Due lottatori esclusivamente maschi (rikishi) si affrontano nel dohyo. I lottatori sono organizzati in una graduatoria generale detta banzuke secondo princìpi di capacità e forza e non in categorie di peso. Caratteristica distintiva dei lottatori di sumo è l'indossare come capo di abbigliamento un particolare perizoma (mawashi) e acconciare i loro capelli con una particolare crocchia (oi-cho mage).
Nel sumo amatoriale i lottatori possono essere di sesso femminile ma la cosa è impensabile nel sumo professionistico vero e proprio. I praticanti di sumo possono anche essere chiamati sumotori ma diventano noti come rikishi quando diventano professionisti. Le categorie del sumo sono molteplici e partono dalla divisione minore, jonokuchi, per poi passare rispettivamente a jonidan, sandanme, makushita, juryo e makuuchi. Nello specifico sono chiamati makushita-tsukedashi quei rikishi che invece di cominciare il loro percorso professionale dal rango più basso (jonokuchi) vengono immediatamente proposti nella terza divisione (makushita) come novità.
Ciò avviene quando dei giovani particolarmente promettenti vincono i tornei giovanili di Mae-Zumo (cioè pre-sumo) dei mesi di settembre, ottobre, novembre e dicembre. I vincitori di uno dei primi tre tornei vengono inseriti nel ranking makushita col grado di makushita 15 (il livello va a decrescere sino a giungere al livello 1, che è quello più importante) mentre coloro che vincono uno di essi e anche il torneo di dicembre vengono proposti come makushita 10. Costoro, sia che si tratti degli ms 15, sia che si tratti degli ms 10, possono essere inseriti nel nuovo ranking entro 1 anno dai loro trionfi amatoriali. Si dice che nel caso si tratti di lottatori stranieri (cioè non giapponesi) costoro devono essere circoncisi prima di poter accedere al loro nuovo rango.
Fatto curioso, certamente, anche se non se ne conosce la motivazione, che forse si rifà ad antiche tradizioni locali. Più in alto della categoria makushita ci sono le due divisioni professionistiche del sumo (chiamate sekitori): gli juryo (o jumaimae, una sorta di serie B del sumo) e i makuuchi (o makunouchi) che rappresentano la divisione maggiore e che a loro volta sono suddivisi in maegashira (dal livello 16 al livello 1) e sanyaku, cioè i grandi campioni (segmentati in komusubi, sekiwake, ozeki e yokozuna, che è il top del top). Lo yokozuna è il grande campione per eccellenza del sumo ed è distinguibile perché durante l'ingresso sul dohyo indossa una pesante corda annodata detta tsuna. Lo yokozuna non può mai retrocedere dal suo rango (come invece può accadere agli altri lottatori) ed abbandona la carica solo dopo il ritiro (intai).
OBIETTIVO DELL'INCONTRO
Lo scopo dell'incontro è atterrare l'avversario o spingerlo fuori dal dohyo.
DIVIETI
È vietato, durante un combattimento:
- colpire con la mano a pugno;
- infierire con le dita negli occhi;
- tirare i capelli;
- colpire i genitali;
- colpire contemporaneamente le orecchie con i palmi delle mani;
- afferrare la gola;
- tirare calci al petto e/o all'addome;
- piegare all'indietro le dita;
- perdere il Mawashi e rimanere completamente nudi sul dohyo durante un incontro ufficiale (pena la squalifica immediata).
Quest'ultimo divieto fu introdotto nel 1913 per adeguare il Sumo alla morale cristiana occidentale riguardo alla nudità. La necessità di istituire tale regola fa presumere che prima del 1913 avvenissero anche combattimenti tra lottatori totalmente nudi.
I TORNEI
I tornei tra sumōtori professionisti si svolgono a Edo sin dal 1623, ma coll'andare del tempo il loro numero passò da uno all'anno durante l'epoca kansei (1789-1800) a sei annuali: tre a Tokyo in gennaio, maggio e settembre, uno a Osaka in marzo, uno a Nagoya in luglio ed uno a Fukuoka in novembre. Ogni torneo (場所 basho, letteralmente "luogo") inizia di domenica, dura quindici giorni e vengono svolti molti incontri in cui i rikishi affrontano ogni giorno un avversario diverso. Il rikishi che dovesse vincere più incontri degli altri vince il torneo; solo se il rikishi riesce a vincere otto incontri su quindici può mantenere la propria posizione nella graduatoria detta banzuke (ばんづけ 番付), ulteriori vittorie o sconfitte ne determinerebbero la promozione o la retrocessione; questi ranghi sono fondamentali poiché solo un sumōtori capace di entrare nei primi cinquanta campioni sekitori (関取) potrà aver diritto ad un vitalizio e a degli assistenti.
Il grado più alto è quello di yokozuna (よこづな 横綱, letteralmente "ampia corda") che un lottatore può raggiungere se vince due tornei di fila, ottiene punteggi altrettanto degni e possiede le qualità morali necessarie al titolo che saranno valutate da un apposito comitato nazionale; uno yokozuna diviene egli stesso una semi-divinità scintoista e riceverà un generoso vitalizio anche a fine carriera. Lo yokozuna deve incarnare l’ideale del lottatore di sumō, difatti nel caso non riuscisse a vincere otto scontri nel corso di un torneo non sarebbe retrocesso, ma ci si aspetterebbe il suo ritiro.
IL SUMO
Il sumo, oltre che sport di combattimento, è considerato essere una vera e propria forma d'arte.
I PRINCIPALI RITI
I riti principali relativi al sumo sono:
Lo shiko: è un movimento particolare nel quale un rikishi si posiziona a gambe larghe con le ginocchia piegate e, alternativamente, solleva le gambe in aria cadendo poi con leggerezza. Tale movimento ha finalità ginniche di stretching ed anche rituali per allontanare demoni ed intimorire l'avversario.
Lo Yokozuna dohyohiri: la giornata di combattimenti non può avere inizio prima dell'ingresso ufficiale dello yokozuna e dell'esecuzione di movimenti tradizionali che vedono il grande leader del banzuke compiere il rituale propiziatorio.
Il Makuuchi dohyohiri: tutti i rikishi della categoria dei Makuuchi all'inizio della giornata di combattimento salgono sul dohyo e si presentano al pubblico. La presentazione prevede un cerimoniale fatto di movimenti tradizionali con le braccia e di scaramantici movimenti con un particolare grembiule detto kensho mawashi colorato con i simboli rappresentanti il rikishi.
Il lancio del sale: prima di ogni incontro, i rikishi raccolgono da un apposito contenitore una manciata di sale e la lanciano sul dohyo. Tale gesto è propiziatorio e ben augurante finalizzato a proteggere i rikishi da sfortunati scontri, ferite, infortuni e cadute.
IL SUMO SPORTIVO
A differenza di quanto avviene nel sumo tradizionale, le cui regole sono dettate dalla storia, dalla cultura nipponica e dalla religione, il sumo sportivo è una forma di lotta le cui regole di combattimento somigliano molto a quelle del sumo "originale". La totale assenza dei rituali, la possibilità di partecipare alle competizioni anche per le donne ed una giuria formata da un solo arbitro sono le principali note che caratterizzano il sumo sportivo.


Per oggi è tutto, sayounara
dalla vostra
*Checca-chan.

giovedì 9 ottobre 2014

Memorie di una geisha

Questo film, prodotto da Steven Spilberg e diretto da Rob Marshall, uscì nel 2005, tratto dal romanzo di Arthur Golden, è di genere drammatico-romantico-storico e dura 144 minuti.
Il film, girato nel sud della California ed in alcuni luoghi di Kyōto come il tempio Kiyomizu-dera ed il monastero di Fushimi Inari-taisha.
In Giappone il film è stato lanciato con il titolo "SAYURI".
TRAMA
« Una storia come la mia non andrebbe mai raccontata, perché il mio mondo è tanto proibito quanto fragile, senza i suoi misteri non può sopravvivere. Di certo non ero nata per una vita da geisha, come molte cose nella mia strana vita ci fui trasportata dalla corrente. La prima volta che seppi che mia madre stava male fu quando mio padre ributtò in mare i pesci. Quella sera soffrimmo la fame, "per capire il vuoto", lui ci disse. Mia madre diceva sempre che mia sorella Satsu era come il legno, radicata al terreno come un albero sakura. Ma a me diceva che ero come l'acqua: l'acqua si scava la strada attraverso la pietra e, quando è intrappolata, l'acqua si crea un nuovo varco. »
(La geisha Sayuri Nitta, parlando di Chiyo Sakamoto, lei stessa da bambina)
La storia è ambientata nel Giappone del 1929. Le due sorelline che vivono in un villaggio di pescatori, a seguito della morte della madre per malattia, vengono vendute dal padre; una viene venduta ad un bordello, l'altra a una casa di geisha. Chiyo, la protagonista destinata a diventare una geisha, conosce l'unica attuale lavoratrice del posto, tanto bella quanto cattiva. Ci sono altre tre donne più anziane nella casa, una delle quali si comporta con gentilezza nei confronti di Chiyo. Ci sarà anche una ragazza cicciottella a esserle amica e a farle compagnia durante le lezioni.
L'altra geisha era invidiosa di Chiyo perché aveva degli occhi bellissimi e molto rari in oriente, e per paura che la superasse si fece giurare obbedienza in cambio di un indizio sul luogo in cui si trova la sorella. Così viene sfruttata per rubare il kimono di una geisha sua rivale e a rovinarlo, per poi riportarglielo. Poi Chiyo trova sua sorella e insieme studiano un piano per scappare, ma purtroppo la protagonista si fa male e viene scoperta e resa schiava.
Un incontro casuale su un ponte tra la piccola Chiyo ed un uomo elegante dai modi gentili, accompagnato da due geisha, cambia la vita di Chiyo per sempre. Le regala del denaro racchiuso in un fazzoletto. Colpita dai suoi modi educati e disinteressati, Chiyo decide di non spendere il denaro ricevuto ma di donarlo al tempio e di conservare il fazzoletto, esprimendo ardentemente il desiderio di poter un giorno diventare anche lei una geisha, intuendo che questo fosse l'unico modo per portarsi vicino a quell'uomo.
Il suo sogno comincia a tramutarsi in realtà diversi anni dopo. Diventata ufficialmente "maiko", ovvero un'apprendista geisha, Chiyo diventa la "sorellina" della geisha più grande ed anche la sua protetta, e con rapidità sorprendente comincia ad apprendere le molteplici arti di una vera geisha. Tramite una cerimonia le cambiarono nome in Sayuri.
Dopo un intenso e rapido addestramento, le viene chiesto di intrattenere l'assistente dell'uomo che aveva incontrato da bambina. Allora crede di aver trovato il modo di stare vicina all'uomo amato, ma è costretta soltanto a fugaci incontri formali con lui, dal momento viene assegnata al suo assistente.
La "sorella maggiore" mette in mostra Sayuri suscitando l'invidia di molte geisha. Si apre l'asta per il suo "mizuage", ovvero per appropriarsi della sua verginità, venduta a un certo dottore per la somma record di 15.000 yen. La geisha confessa a Sayuri che la maggiore offerta l'aveva fatta il "Barone", suo danna personale, ma che, essendo legata sentimentalmente a lui, aveva deciso di far vincere l'asta al secondo miglior offerente, il dottor "Granchio". La rapida scalata di Sayuri spinge la "Madre" a dichiararla sua "figlia prediletta", nonché futura amministratrice della proprietà della okiya, mettendo da parte le altre apprendiste che ce l'avranno a morte con lei.
A quei tempi Sayuri diventa la geisha più celebre di tutto il quartiere. Una apprendista, accecata dalla gelosia, va nella stanza di Sayuri (che prima era la sua stanza) per cercare qualcosa che potesse danneggiare la ragazza e lì trova il fazzoletto che l'uomo gentile le aveva regalato da bambina. Capito il sentimento di Sayuri per l'uomo dice alla ragazza, nel frattempo piombata nella stanza, che le geisha non possono permettersi il sentimento dell'amore (lei stessa a suo tempo era stata costretta a lasciare l'uomo amato in nome della sua professione). Tra le due si scatena una lotta, durante la quale una lampada ad olio cade a terra provocando un incendio. Mentre l'intera okiya si affretta a spegnere l'incendio e a mettere in salvo i preziosissimi kimono di proprietà della casa per le sue geisha, l'apprendista in un impeto di follia tenta di far bruciare l'intero edificio e i suoi occupanti, gettando a terra tutte le altre lampade a olio. Successivamente, domato l'incendio, viene scacciata dalla "Madre" e costretta a lasciare la okiya per sempre.
La nuova posizione di Sayuri come tenutaria della Nitta okiya e come geisha più famosa di Gion, tuttavia, durerà poco. La seconda guerra mondiale cambierà le vite delle geisha per sempre. Sotto consiglio del Direttore Generale (l'uomo da lei amato) emigra in campagna, riuscendo così a sfuggire ai bombardamenti o alla deportazione come infermiera o prostituta d'alto bordo per ufficiali. La lussuosa vita di Sayuri si tramuta in una vita di stenti, nell'oscurità della campagna profonda, ridotta al ruolo di contadina, ma alla fine si reincontrerà con l'industriale Nobu (l'assistente), in rovina, che porta nelle tasche delle pietre annerite, ultimo residuo delle sue fiorenti industrie. Nobu invita Sayuri a tornare a Gion per aiutare lui e il Direttore Generale: un ufficiale americano che poteva finanziare la ricostruzione delle aziende distrutte, si era infatti interessato a lei e Sayuri avrebbe dovuto usare le arti da geisha per renderlo più affabile. Dopo un iniziale tentennamento Sayuri accetta e, tornata a casa, rimedia qualche kimono, convincendo anche l'altra geisha (ora "vedova" del suo danna) a riprendere in mano la vecchia vita e ad aiutarla a recuperare lo splendore di una volta. Reincontra anche l'altra apprendista, ora completamente americanizzata e ridotta al ruolo di meretrice per gli ufficiali statunitensi. Su un'isola, in privato, Nobu finalmente confessa a Sayuri che vorrebbe diventare il suo danna. Nonostante tutto, Sayuri ancora nutre sentimenti di amore per il Direttore Generale, ed orchestra una messinscena per rendersi indesiderabile agli occhi di Nobu. Chiede allora all'apprendista di portare Nobu in un luogo preciso ad un orario stabilito: questo per permettergli di sorprendere Sayuri e il colonnello impegnati in atteggiamenti intimi. Lei, invece, vedendo l'occasione di potersi vendicare, porterà ad assistere all'incontro nientemeno che il Direttore Generale. Quando l'industriale Nobu viene a conoscenza della tresca, non perdonerà, né vorrà più vedere, Sayuri.
Successivamente, senza che sia stato fatto alcun nome, arriva alla Nitta okiya un biglietto dove si legge che un danna ha deciso di scegliere Sayuri e di riscattare l'intero suo debito, fissando un appuntamento in un gazebo di un parco lungo il fiume. Sayuri, andando all'incontro, si aspetta di trovare Nobu, ma trova invece con sua grande sorpresa l'amato Direttore Generale. Quest'ultimo le rivela finalmente i suoi sentimenti d'amore, svelandole anche che fin dall'inizio aveva riconosciuto in lei la bambina a cui aveva comprato un cono di ghiaccio e che fu lui stesso a chiedere alla geisha che era innamorata di lui di prenderla sotto la sua ala.
« Non si può dire al sole: più sole! O alla pioggia: meno pioggia! Per un uomo la Geisha può essere solo una moglie a metà, siamo le mogli del crepuscolo. Eppure apprendere la gentilezza dopo tanta poca gentilezza, capire che una bambina con più coraggio di quanto creda, trovi le sue preghiere esaudite, non può chiamarsi felicità? Dopotutto, queste non sono le memorie di una imperatrice, né di una regina... sono memorie di un altro tipo. »
(La geisha Sayuri Nitta, alla fine del film)
CASTING
Fra gli attori che recitano nel film soltanto Ken Watanabe, Youki Kudoh e Suzuka Ohgo sono giapponesi, mentre Zhang Ziyi e Gong Li sono cittadine cinesi, e Michelle Yeoh è una malese di origine cinese.
Alcune persone sono rimaste molto infastidite dal fatto che le principali figure femminili del film non siano state interpretate da attrici di nazionalità giapponese, e che in particolare il ruolo centrale sia stato ricoperto da un'attrice cinese. A differenza di queste persone, l'attrice coreana-canadese Sandra Oh ha sostenuto l'intercambiabilità tra attori di paesi Asiatici. Sulla rivista Bust Magazine di giugno/luglio 2005, ha difeso i suoi ruoli in quanto interprete di personaggi giapponesi (come Rick) e cinesi, sottolineando un tale comportamento da parte degli attori bianchi che interpretano personaggi europei in modo intercambiabile.
Roger Ebert ha sottolineato anche che il film è stato prodotto da una società di proprietà giapponese e che Gong Li e Zhang Ziyi raggiungono incassi superiori a qualunque attrice giapponese perfino nel mercato del Giappone.
In Cina, la scelta di interpreti di etnia cinese ha causato forte agitazione nella comunità internet cinese, dove molti utenti sono rimasti scontenti a causa del crescente sentimento nazionalista, specialmente perché alcuni hanno erroneamente inteso le geisha come prostitute. Una professione simile a quella della geisha esisteva nella Cina Imperiale, ed il loro lavoro era quello di intrattenere ospiti maschili con il loro talento nella musica, nel gioco del Go, nella calligrafia, nel disegno e altre arti. Comunque esse non godevano dello status riconosciuto alle geisha in Giappone. Il fraintendimento è stato esacerbato dall'uso della parola geigi 芸妓, un nome giapponese per "geisha" utilizzato nella regione del Kansai (Kyōto). Il secondo carattere 妓 può essere inteso da alcuni come "prostituta", sebbene in realtà abbia molti significati diversi.
BANDITO DALLA REPUBBLICA POPOLARE CINESE
La programmazione delle proiezioni del film, originalmente prevedeva il debutto nei cinema della Cina il 19 febbraio del 2006, ma la data per la proiezione venne prima rimandata e poi sospesa. Fonti giornalistiche, come i giornali di Shanghai Oriental Morning Post e il Shanghai Youth Daily, citarono la paura che il film fosse bandito dai censori; vi erano preoccupazioni riguardo al fatto che si risvegliasse il sentimento anti-giapponese dei cinesi, dal momento che delle famose attrici cinesi interpretavano il ruolo di geisha giapponesi in un periodo durante il quale la Manciuria era stata occupata dalle truppe giapponesi ed il resto della Cina veniva attaccato, le città costiere distrutte e le loro donne più belle deportate in Giappone per servire da schiave di lusso o da prostitute nei bordelli dell'Impero Giapponese in espansione. Il ricordo degli abusi subiti durante la guerra sino-giapponese degli anni trenta e quaranta è ancora vivo ed è alimentato dai media cinesi, con continui articoli sulla prigionia delle donne cinesi che venivano utilizzate come lavoratrici sessuali forzate per soddisfare i soldati giapponesi. Il 1 febbraio del 2006, il film venne ufficialmente bandito nei cinema della Repubblica Popolare Cinese, anche se molti cittadini riescono a vederlo tramite DVD piratati.
CURIOSITA'
Durante un viaggio a Tokyo per promuovere il film, Zhang Ziyi ha ricevuto un misterioso pacco ed una lettera, che ha scoperto esserle stati inviati da un'anziana donna giapponese che un tempo aveva lavorato come geisha. Nella sua lettera, la donna ha dichiarato che era stata toccata dalle immagini del trailer e che attendeva il film per riportare alla mente ricordi che erano cari a lei ed alle sue amiche. Dentro il pacco c'erano alcuni antichi kimono di squisita fattura. Zhang Ziyi si è commossa fino alle lacrime per questo gesto ed ha inviato alla donna un invito per la prima giapponese del film.
La scena in cui Hatsumomo strappa dal muro un poster di Sayuri rispecchia la scena di apertura di Chicago, dove il personaggio di Catherine Zeta-Jones fa esattamente la stessa cosa. Rob Marshall ha diretto entrambi i film.
Zhang Ziyi (Sayuri) e Michelle Yeoh (Mameha) avevano già recitato insieme in La tigre e il dragone.
Suzuka Ohgo (Chiyo da piccola) aveva precedentemente lavorato con Ken Watanabe (il Direttore Generale) in un film in lingua giapponese in cui quest'ultimo interpretava suo padre, e Watanabe ha raccomandato Ohgo a Rob Marshall.
Le pettinature sfoggiate da Sayuri e le altre non sono giapponesi, bensì cinesi.
DIFFERENZE CON IL ROMANZO
Nel romanzo la "Madre" è frequentemente descritta come una donna dall'aspetto riprovevole, prematuramente invecchiata e imbruttita dal vizio di fumare tabacco con la pipa. Nel film invece è una donna sicuramente avanti negli anni, ma dall'aspetto ancora piacente.
Nobu nel libro ha solo un braccio, ma non lo ha perso nel film. Il suo volto mantiene comunque la cicatrice.
Nel libro è frequentemente riportato che le serve vivono nell'okiya insieme alle protagoniste, mentre nel film non viene mai nemmeno accennato alle serve; Chiyo/Sayuri e "Zucca" sembrano essere le uniche.
La scena dell'incendio (la stanza di Sayuri va in fiamme dopo una zuffa tra lei e Hatsumomo) che porta alla rovina di Hatsumomo nel libro non c'è: Hatsumomo viene a conoscenza del diario segreto di Sayuri e del suo contenuto. Sayuri riesce a riaverlo e con astuzia rivolta la situazione contro Hatsumomo, guadagnandosi i favori della Madre. Il romanzo rappresenta il declino di Hatsumomo come una lenta caduta a spirale che culmina con una spinta finale da parte di Mameha e Sayuri.
Nel libro, Sayuri non getta il fazzoletto del Direttore Generale, anzi è con questo che lei infine gli rivela la sua vera identità. Nel film, il fazzoletto viene quasi bruciato quando Hatsumomo lo mette sopra una candela, determinando poi la scena dell'incendio. Dopo che "Zucca" la tradisce, Sayuri lo abbandona nel vento, mentre nel libro ne ha la tentazione, ma si trattiene all'ultimo istante.
Il crudele soprannome di Hatsumomo per Chiyo/Sayuri, "Piccola Signorina Stupida", non è usato nel film, così come il nome da geisha di "Zucca", Hatsumiyo.
Nel libro, è Sayuri che dà a "Zucca" il suo soprannome, ma nel film la "Zietta" e la "Madre" la chiamano già in questo modo quando Sayuri arriva all'okiya.
Nel film non è spiegato come muore la "Nonna"; viene detto che è morta quando Mameha arriva all'okiya per discutere con la "Madre" dell'istruzione di Chiyo come geisha. Nel libro, la "Nonna" è uccisa da un corto circuito causato da una stufa ironicamente venduta all'okiya dalla Iwamura Electric Company, che in seguito fornisce a Mameha un'opportunità per prendere contatto con Chiyo.
I passaggi tra i vari stadi della carriera di geisha avvengono rapidamente nel film; il mizuage non significa il passaggio da maiko a geisha nel libro, mentre ciò avviene nel film - dopo il suo mizuage, quando Sayuri ritorna all'okiya, la "Madre" le dice che ora è una geisha a pieno titolo.
Nel film si fa poca menzione della carriera di Sayuri come geisha vera e propria.
Nel libro, Sayuri e sua sorella sono vendute dopo che Chiyo incontra Mr. Tanaka Ichiro, un uomo la cui famiglia possiede la "Japan Coastal Seafood Company". Colpito dal colore dei suoi occhi, Mr. Tanaka convince il padre di Chiyo a vendere le sue due figlie. Il film trascura questi dettagli e passa subito al momento in cui le due ragazze sono separate dalla loro famiglia all'inizio del film, nella scena notturna a Yoroido.
Nel romanzo, l'uomo che Nobu presenta a Sayuri è un vice-Ministro giapponese, Sato. Il vice-Ministro Sato è sostituito dal colonnello Derricks nel film.
Nel romanzo, non è chiaro se Mameha viene a sapere o meno del fatto che il Barone ha spogliato Sayuri, mentre è chiaramente così nel film.
Nel romanzo, Sayuri ha in effetti due danna, anche se non contemporaneamente: il Generale Tottori e poi il Direttore Generale. Sayuri alla fine si unisce a quest'ultimo a New York, trasferendosi là definitivamente e gestendo una casa da tè mentre il Direttore Generale è spesso in viaggio. È persino accennato che Sayuri ha un figlio dal suo amato Direttore, la cui identità deve rimanere segreta per motivi d'affari.
Nel romanzo, corre voce che Hatusmomo sia finita a fare la prostituta, mentre nel film il suo destino non è mai menzionato. L'ultima volta che la si vede è quando lascia l'okiya, dopo che Sayuri e la "Madre" hanno spento l'incendio.
Quando cade dal tetto dell'okiya dopo aver tentato la fuga con Satsu, Chiyo non viene picchiata, al contrario del libro. La "Zietta" sta invece con lei mentre giace a letto e legge la lettera di Mr. Tanaka. Tuttavia, viene picchiata quando Hatsumomo l'accusa di rubare i soldi, subito prima che la "Madre" schiaffeggi Hatsumomo per avere portato un amante nell'okiya.
Invece della "Nonna" che usualmente si occupa delle punizioni, se ne prende carico la "Madre". Come al solito, interviene la "Zietta" e così Chiyo non viene picchiata troppo duramente.
Quando la "Madre" e "Zietta" vengono a sapere che il kimono di Mameha è stato rovinato, la "Madre" versa un secchio d'acqua su Chiyo prima di picchiarla severamente. La "Zietta" subentra poi nella punizione così che Chiyo non debba subire il suo stesso destino. Nel romanzo, il secchio d'acqua viene versato su Chiyo dalla "Zietta" stessa perché senta più intensamente le bastonate.
Quando Sayuri deve tagliarsi per poter parlare con il dottor Granchio, lei e Mameha fanno da sole la ferita, mentre nella versione letteraria, Mameha chiede aiuto alle serve e alla cuoca per procurare la ferita alla gamba di Sayuri.
Già prima che Mameha visiti la "Madre" per parlare dell'addestramento di Chiyo, "Zucca" era diventata una maiko, mentre non lo è ancora nel libro.
Nel libro, il mizuage di Sayuri costa 11.500 Yen, ma ne costa 15.000 nel film.
Nel libro, il mizuage di Mameha è costato dai 7.000 agli 8.000 Yen; nel film ne è costato 10.000
Nel libro, Chiyo/Sayuri è nata nell'anno della scimmia, ma nel film è nata nell'anno del gallo.
Nel film, cosa che non compare invece nel libro, dopo la Seconda Guerra Mondiale, "Zucca" è già influenzata dalla cultura statunitense - beve molto sakè, parla come una statunitense, ama la musica jazz e dice di fumare solo le Chesterfield, tipica marca di sigarette americana.
Il film si conclude prima dell'emigrazione di Sayuri a New York con il Direttore Generale: il finale li mostra invece che si baciano e passeggiano insieme lungo il fiume.
Nel romanzo, quando Hatsumomo sta cercando di far espellere Chiyo dall'okiya per furto, le mette addosso del denaro e poi sostiene che Chiyo le ha rubato la spilla del suo obi, spilla che verrà trovata nascosta molti anni dopo. Nel film non compare la spilla.
Nel film l'uomo amato da Sayuri occupa il posto di Direttore Generale della Iwamura Electric, mentre nel libro ne è il Presidente.
Nel libro Hatsumomo vieta a Zucca di parlare con Sayuri quando quest'ultima e Zucca si stanno esercitando a suonare lo Shamisen; nel film ciò avviene quando Sayuri viene a sapere che Mameha ha intenzione di adottarla come sorella minore.
Nel libro l'ultima bambina arrivata nell'okiya si chiama "Etsuko"; nel film la madre la chiama "Kiko".
Le sorelle maggiori di Mameha ed Hatsumomo non vengono mai menzionate nel film.
Hatsumomo si fa consegnare dalla domestica due kimono: uno di Mameha, quello che farà macchiare di inchiostro da Chiyo, ed uno acquistato dalla domestica che Hatsumomo farà spacciare per suo.
Nella versione cinematografica non è presente la vicenda del rubino di Nobu.
Nel romanzo il primo incontro di Chiyo con il Direttore generale avviene in compagnia di due uomini d'affari ed una geisha di nome Izuko; nella versione cinematografica l'uomo è accompagnato da due geisha.
Nella versione cinematografica non è presente la scena durante la quale Mameha e la signora Okada (la padrona dell'okiya dove ha vissuto Mameha) vanno dalla signora Nitta per far valere la vittoria riportata sulla "Madre" riguardo alla scommessa fatta sulla possibilità di Sayuri di saldare i suoi debiti.
Nella versione cinematografica non è presente la festa durante la quale Hatusmomo schiaffeggia l'attore Kabuki.
Nel libro Mameha e la "Madre" scommettono sulla possibilità di Chiyo di saldare i suoi debiti entro i vent'anni; nel film la scommessa è sulla possibilità che Sayuri saldi il debito entro i sei mesi successivi al suo debutto.
Nel libro viene spiegato che il nome "Sayuri" è composto da "Sa" (insieme), "Yu" (dal segno zodiacale del Gallo, per riequilibrare gli altri elementi della personalità di Chiyo) e "Ri" (Comprensione); Nel Film Hatsumomo dice che "Sayuri" significa "Piccolo Giglio".
Nel libro, Sayuri intrattiene anche una breve relazione amorosa con un uomo chiamato Yasuda Akira e con un fabbricante di tatami di nome Inoue; nessuno dei due è presente nel film.
Non è Hatsumomo a proporre al Barone di invitare Sayuri nella sua tenuta per la fioritura dei sakura, ma è il Barone stesso ad ordinare a Mameha di lasciarla partecipare.
Il Barone invita Sayuri nella sua tenuta per la fioritura dei sakura durante un ricevimento in onore del fabbricante di kimono Arashino nella sua residenza, e non durante la festa successiva all'esibizione come solista di Sayuri.
Non viene menzionato nel film l'incontro di Sayuri con il pittore amico di Mameha che sarà artefice di numerosi suoi ritratti.
Nel film nel gioco "bugia verità" Sayuri racconta come storia vera l'incontro che fece da bambina con un importante uomo d'affari (sottointendendo il Presidente) ma nel libro è menzionata solo l'intenzione di Sayuri di raccontare quella come storia, trattenendosi poi e raccontandone un'altra.
Nel libro non è chiaro se Korin, l'amica di Hatsumomo, sappia della relazione che c'è fra questa e Koichi. Nel film sembra esserne perfettamente a conoscenza.
Nella versione cinematografica non viene mai menzionata la vicenda di come Hatsumomo riuscì a scacciare da Gion Hatsuoki, la maiko con la quale condivideva la stessa "sorella maggiore".
Nel romanzo viene raccontato che, come da tradizione, Chiyo deve assistere alla preparazione della sua collega più anziana (Hatsumomo) lo stesso giorno che inizia a frequentare le lezioni. Ciò non vi è nel film; in compenso Chiyo scorge di sfuggita la vestizione di Hatsumomo mentre svolge le sue faccende domestiche.
Nel film non è mai menzionato Waza-san, l'indovino di Mameha.

Per oggi è tutto, sayounara
dalla vostra
*Checca-chan

lunedì 6 ottobre 2014

Arti marziali giapponesi

Ci sono tre modi per definire le arti marziali giapponesi:  "budō" (武道) o "via marziale", "bujutsu" (武術), l' "arte della guerra", e "bugei" (武芸), ossia "arte marziale". Il primo di questi tre termini, a differenza degli altri, è il più recente e comprende anche lo stile di vita dell'artista marziale.
STORIA
Le arti marziali giapponesi nascono con i samurai e con le caste, che nell'antichità proibivano l'uso delle armi a coloro che non erano della classe guerriera. All'epoca i samurai dovevano avere una perfetta conoscenza dei combattimenti con e senza armi, per mostrare il loro livello e per rispettare il loro signore.
 Le arti marziali giapponesi sono completamente diverse da quelle di tutti gli altri paesi, e si dividono tra le arti di koryū e di gendai budō a seconda che se ne abbia traccia rispettivamente prima o dopo del Rinnovamento Meiji. Poiché molte arti di gendai budō e di koryū spesso sono evoluzione le une delle altre, è facile vedere parallelismi tra arti marziali (quali il kenjutsu col kendō, il jujutsu col judō o lo iaijutsu con lo iaidō) da una parte e dall'altra di questa divisione.
SENZA ARMI
Shpingyzu:
Aikijutsu
Chikarakurabe.
Chogusoku
Daido Juku
Genkotsu
Gusoku
Hakushi
Jūdō
Jujitsu
Jutaijutsu
Karate
Kenpō (differisce da quello cinese)
Kiaijutsu
Kick boxing
Kogusoku
Koshi-no-mawari
Koshi-no-wakari
Kumiuchi
Okinawa-te
Roikumiuchi
Shikaku
Shobaku
Shooto
Shoot boxing
Shorinji Kenpō
Sumai
Sumo
Taido
Taidojutsu
Te
Tode
Torite
Wajutsu
Yawara
CON LE ARMI
Aikido:
Aikido
Arco:
Kyūjutsu
Kyūdō
Lancia:
Sojutsu
Yarijutsu
Naginatajutsu (Atarashii Naginata)
Sodgaramijutsu
Sasumatajutsu
Spada:
Iaido
Iaijutsu
Kendo
Kenjutsu
Tantojutsu
Tojutsu
Equitazione:
Bajutsu
Jobajutsu
Suibajutsu
Nuoto:
Suieijutsu o Suijutsu
Arte del ventaglio:
Tessenjutsu (tessen)
Arte del bastone:
Jojutsu (bo)
Jodo
Tetsubojutsu
Arte del jitte:
Jittejutsu
Arti occulte:
Ninjutsu
Toiri-no-jutsu
Shinobijutsu
Chikairi-no-jutsu
Shurikenjutsu
Yubijutsu
Koppo
Fukihari
Suijohokojutsu

Se vi interessano le arti marziali e volete che approfondisca l'argomento, fatemelo sapere! Prenderò in esame una per una tutte le arti marziali giapponesi che più vi piacciono!
Sayounara,
*Checca-chan!




domenica 5 ottobre 2014

Musica giapponese

Con "musica giapponese" si indicano i diversi generi praticati in Giappone, sia di origine autoctona che straniera. Il termine musica in giapponese si dice 音楽 (ongaku), ottenuto combinando l'ideogramma 音 (suono) con l'ideogramma 楽 (musica, piacere).
Ci sono tantissimi cantanti giapponesi, dal rock giapponese alla salsa giapponese, dal tango giapponese al country giapponese. Il karaoke trova la sua origine proprio in Giappone.
CARATTERISTICHE
Fuori dal Giappone si ha una opinione particolare della musica popolare giapponese: che sembra un misto di canzoni in giapponese con il ritornello in inglese. Le pop star di questo genere musicale formano band di ragazzi e gruppi di ragazze. Il compositore di canzoni John Clewley ha descritto la produzione dei riferimenti urbani agli stili popolari del kayokyoku e dell'enka, dalla musica classica occidentale al jazz e ad ogni forma di musica pop occidentale.
La musica tradizionale giapponese (hōgaku) è sempre stata collegata ai rituali, alla letteratura ed alla danza del Paese. La musica per il teatro è un settore molto rilevante nella tradizione giapponese. La musicologa Isabel Wong attribuisce all' "amore dei giapponesi per la narrazione il rituale della loro musica classica" e sostiene che i giapponesi sarebbero molto più attenti alle parole che alla musica.
MUSICA CLASSICA
In Giappone esistono innumerevoli generi di musica classica come lo shōmyō (声明), la musica buddista salmodiata, e il gagaku (雅楽), genere di musica orchestrale, di corte entrambe risalenti ai periodi Nara e Heian. Tra i generi successivi, va ricordato il sankyoku, per shamisen, koto e shakuhachi, codificatosi nel periodo Edo.
Il gagaku viene eseguita alla corte imperiale sin dal periodo Heian. Il tōgaku (唐楽) e il komagaku (高麗楽) sono musiche originarie della dinastia cinese Tang e della Corea. In altri termini la musica di quel periodo si suddivide in kangen (musica strumentale) e bugaku (danze accompagnate da gagaku). Kagurauta (神楽歌), azumaasobi (東遊) e yamatouta (大和歌) sono musiche relative a repertori indigeni.
Originarie dei primi anni del XIII secolo sono gli honkyoku ("pezzi originali"). Questi erano composizioni solistiche come gli shakuhachi pezzi suonati da mendicanti, seguaci della setta Fuke (monaci appartenenti a una setta dello Zen) e monaci Zen. I monaci fuke, detti komusō ("monaci del Nulla"), suonavano il honkyoku per chiedere l'elemosina. La setta fuke cessò di esistere nel XIX secolo, ma alcune trascrizioni dei loro honkyoku vengono ancora eseguiti nei concerti di musica classica giapponese.
Il teatro è molto sviluppato in Giappone sin dai tempi più remoti. Il teatro noh o del nō (能) nasce da varie tradizioni prototeatrali nel XIV secolo e si sviluppa in un'arte molto raffinata. Esso raggiunse il più alto livello con i lavori di Kan'ami (1333-1384) e Zeami (1363 ?-1443). In particolare Zeami compose il nocciolo del repertorio nō e scrisse dei trattati che hanno aiutato a comprendere i segreti della tradizione (fino all'era moderna questi non erano ancora stati decifrati).
Un'altra forma di teatro è quella delle marionette, conosciuta come bunraku (文楽). Questo teatro ha le sue radici nelle tradizioni popolari fiorite nella classe sociale dei chōnin del periodo Edo (1600 - 1868). Esso è accompagnato da recitazione (vari stili di jōruri) e musica strumentale (shamisen).
Durante il periodo di Edo, gli attori (dopo il 1629 solamente uomini; dopo il 1652 solo maschi adulti) rappresentano il teatro kabuki (歌舞伎). Il kabuki che poteva essere costituito da ricostruzioni storiche o danze, era spesso accompagnato da canti in stile nagauta e dallo shamisen (strumento a corde della famiglia del liuto).
Biwa hōshi, Heike biwa, e mōsō
Il biwa, liuto dal manico corto, era suonato da suonatori itineranti chiamato biwa hōshi, che lo usavano per accompagnarsi durante la narrazione di storie. La più famosa di queste storie è Il racconto di Heike (Heike monogatari), una storia del XII secolo che narra del trionfo del clan Minamoto sui Taira. Il canto dello Heike monogatari è noto come heikyoku. I biwa hōshi cominciano ad associarsi fra loro creando una corporazione detta tōdō nei primi anni del XIII secolo. Questa associazione ebbe il controllo di gran parte della musica nell'intero Giappone.
Oltre questi, numerosi piccoli gruppi di musicisti itineranti ciechi si erano costituiti specialmente nell'isola di Kyūshū. Questi musicisti, conosciuti come mōsō (monaci ciechi), cantano una varietà di musiche religiose e semi-religiose, finalizzate all purificazione della casa e augurando buona salute e fortuna ai suoi abitanti. Essi inoltre avevano un repertorio di tipo profano. Il biwa che essi suonavano era molto più piccolo del Heike biwa suonato dai biwa hōshi.
TAIKO
Taiko è il termine generico giapponese per indicare i tamburi. Ne esistono varie tipologie, e sono usate per suonare una varietà di generi. I tamburi sono divenuti particolarmente popolari negli anni recenti come elemento centrale di complessi che eseguono versioni arrangiate di musiche popolari. Tale musica neotradizionale viene eseguita da grandi complessi di tamburi chiamati kumidaiko. Le origini dei tamburi in Giappone sono incerte, ma possono essere verosimilmente indicate fra il VI e il VII secolo per merito di una statuetta di argilla dell'epoca che riproduce un tamburo. Il taiko, in quel periodo, veniva usato durante le battaglie per intimidire i nemici e per inviare comandi. Esso continua ad essere usato anche ai giorni nostri nella musica religiosa del buddismo e dello shintoismo. In passato i suonatori di taiko erano dei religiosi, che suonavano soltanto in occasioni speciali ed in piccoli gruppi, ma al giorno d'oggi uomini laici, raramente donne, suonano il taiko in feste religiose come la danza bon.
I gruppi moderni di taiko (kumidaiko) si dice siano stati inventati da Daihachi Oguchi nel 1951. Lo stile molto potente di questo strumento rese il gruppo molto famoso in tutto il Giappone e rese la regione di Hokuriku il centro della nuova musica per taiko. Musicisti divenuti famosi con questo genere sono Sukeroku Daiko Seido Kobayashi. Nel 1969 fece la sua comparsa il gruppo Za Ondekoza, fondato da Tagayasu Den. Za Ondekoza riunì un gruppo di giovani musicisti che intendeva riprendere la tradizione del taiko e intraprendere un nuovo stile di vita. Nel corso degli anni settanta il governo giapponese stanziò dei fondi per conservare la cultura tradizionale; come conseguenza vennero fondati molti gruppi di kumidaiko. Verso la fine del XX secolo tali gruppi si sono diffusi nel mondo, in particolare negli Stati Uniti. Ora esiste anche un video game dal titolo Osu! basato sulla taiko.
YUKAR
La minoranza etnica del popolo Ainu, abitanti il nord del Giappone, pratica lo yukar, una forma di poema epico. Le storie narrate generalmente sono incentrate su Kamui, il dio della natura e Pojaumpe, un orfano guerriero.
Min'yō: MUSICA FLOKLORICA
Le canzoni folkloriche giapponesi, min'yō, possono essere raggruppate e classificate in molti modi. Una classificazione molto diffusa le suddivide in quattro grandi categorie: canzoni sul lavoro, canzoni religiose, canzoni per l'intrattenimento, come nei matrimoni, funerali e feste, e canzoni per bambini.
I cantanti possono essere accompagnati dal liuto a tre corde, lo shamisen, tamburi ed il flauto dritto in bambù detto shakuhachi. Altri strumenti che possono fare da accompagnamento sono il flauto traverso shinobue, un gong e un tamburo a clessidra. Ad Okinawa, lo strumento principale è il sanshin. Questo è uno strumento tradizionale da cui deriva il giapponese shamisen. Strumenti elettronici come chitarre elettriche e sintetizzatori vengono usati regolarmente quando i cantanti di enka (genere musicale giapponese) cantano le canzoni min'yō.
La musica ondo è costituita da canzoni folkloriche con uno swing che può essere paragonato ad un tempo di 2/4. Una bushi è una canzone dalla melodia ben determinata. Il suo nome significa "sezione o nodo". Il nome non è quasi mai usato da solo ma viene premesso da un termine riferito ad una occupazione, luogo o nome di persona. Bon uta, come il nome stesso dice, sono canzoni per la festa delle lanterne dei morti. Le komori uta sono delle ninna-nanna. I nomi delle canzoni min'yō spesso contengono termini descrittivi, quasi sempre alla fine. Ad esempio: Kushimoto-bushi, Hokkai bon uta, Itsuki no Komoriuta...
Molte di queste canzoni sono caratterizzate dai cosiddetti kakegoe. I kakegoe sono delle grida ritmiche, nei min'yō spesso eseguite da un secondo cantante. Vi sono diversi tipi di kakegoe che variano da regione a regione. Ad Okinawa, per esempio, si usa l'interezione "ha iya sasa!". Nel Giappone continentale (nelle isole maggiori), è più facile udire "a yoisho!", "sate!", o "a sore!". Altri possono essere "a donto koi!" e "dokoisho!" Recentemente il sistema tradizionale detto iemoto, è stato applicato ad alcune forme di min'yō. Questo sistema era stato sviluppato per trasmettere i generi classici come nagauta, shakuhachi o koto, ma essendo stato ritenuto molto efficiente dagli insegnanti e gradito agli allievi che intendevano ottenere certificazioni di profitto e di valore artistico, ha consentito la diffusione del genere min'yō e di altre forme di musica che erano tradizionalmente trasmesse più informalmente. Al giorno d'oggi alcuni min'yō sono appannaggio di questa organizzazione pseudo-familiare e un lungo apprendimento è abbastanza usuale.
MUSICA POPOLARE DI OKINAWA
L'isola di Okinawa è sotto il controllo del Giappone fin dal 1609, a parte un breve periodo in cui fu sotto il dominio degli Stati Uniti dopo la Seconda guerra mondiale. Gli umui, canzoni religiose, shima uta (canzoni per danza) e specialmente il katcharsee (musica celebrativa), sono molto popolari.
La musica popolare di Okinawa differisce dalla musica popolare giapponese per molti aspetti. La musica di Okinawa è accompagnata spesso dallo sanshin, mentre nel resto del Giappone viene accompagnata dallo shamisen. Gli altri strumenti di Okinawa sono il Sanba (che produce un suono schioccante come quello delle nacchere)e diversi tamburi. Un fischio acuto come quello di un uccello è largamente impiegato come elemento ritmico. Una scala pentatonica specifica è spesso usata nel min'yō di Okinawa. Essa è descrivibile come do, mi, fa, sol, si, do.
LA (RI)SCOPERTA DELLA MUSICA OCCIDENTALE
Durante l'arco di tempo che va dal 1543 al 1639, definito - per la diffusione di cui godette la religione straniera in Giappone - “secolo cristiano” , la presenza sul suolo giapponese di portoghesi, spagnoli, olandesi e inglesi aveva già segnato una prima introduzione di musica europea.
Dopo la Restaurazione Meiji (1866 - 1869), che reintrodusse le scale europee nelle isole nipponiche, un burocrate di nome Izawa Shuji utilizzò canzoni come Auld Lang Syne e scrisse canzoni usando delle melodie pentatoniche. La musica occidentale, specialmente le marce militari, divenne molto popolare. Le due forme principali di musica che si svilupparono in questo periodo furono lo shōka che fu realizzata per portare la musica occidentale nelle scuole e il gunka, marce militari occidentali con elementi di musica giapponese.
Quando il Giappone si avviò verso la democrazia rappresentativa, alla fine del XIX secolo, le personalità politiche assunsero dei cantanti affinché vendessero delle copie delle loro canzoni che diffondevano le idee da loro portate avanti, in quanto a quei tempi era proibito a chiunque di parlare in pubblico. Questo diede il via allo sviluppo di una forma di ballata chiamata enka, che divenne molto popolare nel XX secolo, anche se la sua popolarità è andata scemando verso gli anni settanta e ha avuto poco successo con i giovani. Famosi interpreti di enka sono Misora Hibari e Ikuzo Yoshi. Alla fine del XIX secolo ad Osaka divenne famoso un tipo di cantante che si esibiva agli angoli delle strade; esso veniva chiamato ryūkōka. In questo genere i più famosi interpreti furono Yoshida Naramura e Tochuken Kumoemon.
La musica occidentalizzata è detta kayōkyoku che si dice abbia avuto inizio con "Kachūsha no uta" nel 1914. Questa canzone fu composta da Nakayama Shimpei ed apparve per la prima volta nel lavoro tratto dal romanzo Resurrezione di Lev Tolstoj, cantata da Matsui Samako. La canzone divenne subito un grande successo enka è fu uno dei primi dischi di successo in Giappone. Il kayōkyoku diviene la musica più diffusa in Giappone, specialmente dopo la comparsa della diva Misora Hibari.
Più tardi negli anni cinquanta, il tango ed altre musiche latino-americane, specialmente cubane, diventarono molto popolari in Giappone. Una speciale forma di tango giapponese venne sviluppata e prese il nome di dodompa. Il kayōkyoku viene associato completamente alla musica giapponese, mentre la musica più vicina allo stile occidentale fu chiamata pop giapponese. Negli anni sessanta i gruppi giapponesi imitarono i Beatles, Bob Dylan ed i Rolling Stones assieme alla musica folk appalachiana, al rock psichedelico, al mod ed a generi similari. Questo stile fu definito Group sounds. Da allora, il bubblegum-pop ed il J-pop sono i generi musicali più venduti in Giappone e furono utilizzati nella musica da film, specialmente nei film di animazione. La crescita del pop abbinata all'affermazione del fenomeno karaoke, ha indotto molti critici ad affermare che tutti e due i fenomeni sono dovuti al consumismo e alla superficialità.
A questo proposito, Kazufumi Miyazawa dei The Boom, affermò: "Odio questi acquisti, ascoltare e buttar via e la mentalità del canto al karaoke."
Negli anni novanta si assiste all'arrivo di molti nuovi artisti pop come Ayumi Hamasaki e Utada Hikaru. Ad oggi la Hasamaki ha venduto 43 milioni di dischi, tanto da fare di lei la cantante che ha venduto il maggior numero di dischi in Giappone, mentre il primo album di Utada Hikaru, First Love, ha venduto 7,6 milioni di copie, risultando così l'album maggiormente venduto nell'arcipelago giapponese.
ROCK GIAPPONESE O J-ROCK
Il rock giapponese si sviluppò a partire dagli anni sessanta. Artisti come d sono ritenuti come i capostipiti del genere. Durante gli anni settanta esso diventa sempre più popolare; il gruppo di Okinawa Champloose assieme ai Carol, RC Succession e Shinji Harada furono molto famosi e contribuirono alla definitiva affermazione di questo genere musicale. Negli anni ottanta i Boøwy ed i Southern All Stars divennero le maggiori band della storia del rock giapponese ed ispirarono alcuni gruppi di rock alternativo come gli Shonen Knife, i Boredoms ed i Tama & Little Creatures.
Negli anni ottanta si sviluppò la Yellow Magic Orchestra, che si dedicò alla sperimentazione della musica elettronica, diretta da Haruomi Hosono. Nell'ultimo periodo degli anni ottanta ha fatto il suo debutto il duo B'z. Essi hanno tenuto sempre la testa della classifica delle vendite per tutti i loro singoli ed album, sin dal primo singolo Taiyō no komachi angel del 1990. Questo è il record giapponese nel campo della musica.
Nel 1980, Huruoma e Ry Cooder, un musicista americano, produssero l'album Shoukichi Kina con la collaborazione del gruppo di Okinawa Champloose. Furono poi seguiti da Sandii & the Sunsetz che mescolarono musiche giapponesi e okinawane. Nello stesso periodo cantautori come Mana e Hyde divennero molto famosi.
Dalla fine degli anni ottanta si sviluppa in Giappone un fenomeno autoctono e caratteristico che prende il nome di visual kei (ヴィジュアル系 Bīshuaru kei, "stile visuale"?): si tratta di un inedito concentrato di molteplici generi musicali, dai più dolci ai più feroci indistintamente, caratterizzato da un look estremamente vistoso e ricercato nei vestiti, nelle acconciature, nel trucco e nell'atteggiamento. È un genere estremamente fecondo nelle subculture giapponesi. I principali rappresentati storici ne sono gli X Japan con il loro possente heavy metal ed un'immagine glam, i MALICE MIZER per il loro look barocco e dark, i Dir en grey ora passati allo hard rock internazionale, i romantici LAREINE, i neoclassici Versailles, i giovanissimi Raphael e molti altri,come il gruppo the GazettE e Miyavi molto conosciuti anche in Europa.
Di grande ispirazione per il rock di questa nazione furono i KISS, un gruppo rock statunitense molto adorato dalla popolazione giapponese.
LATINO-AMERICANA, REGGAE GIAPPONESE E MUSICA SKA
Altre forme di musica, dall'Indonesia, dalla Giamaica e da altri paesi, vennero assimilate nella produzione locale. Il soukous africano così come la musica latina, il reggae giamaicano e ska, vennero interpretati dai gruppi Rankin' Taxi e Tokyo Ska Paradise Orchestra.
ROOTS MUSIC
Alla fine degli anni ottanta i gruppi di roots music come i Shang Shang Typhoon e The Boom divennero molto popolari. Le roots band di Okinawa come i Nenes e Kina, ebbero un notevole successo di critica e di pubblico. Questo portò alla seconda ondata di musica di Okinawa guidata dal gruppo Rinkenband. Seguì una nuova leva di gruppi musicali compreso il ritorno dei Champloose e Kina così come i nuovi Soul Flower Union.
Una forma neofolklorica di Okinawa chiamata kawachi ondo divenne popolare a seguito della interpretazione da parte di Kikusuimaru Kawachiya; molto simile al kawachi ondo è il goshu ondo dei Tademaru Sakuragawa.
Una band giapponese le cui radici risiedono in Asakusa, quartiere tipico di Tokyo, sono gli *Asakusa Jinta* Asiatica marching band, un misto di rock, rockabilly, swing e jazz.
MUSICA CLASSICA OCCIDENTALE
La musica classica occidentale ha una notevole presenza in Giappone ed esso è fra i mercati più importanti del mondo per questo tipo di musica. Molti compositori giapponesi, ormai famosi internazionalmente, hanno scritto musica classica di scuola occidentale. Tra i tanti, Toru Takemitsu è famoso per la sua musica appartenente all'avanguardia musicale e per le sue colonne sonore.
Altrettanto noto è il direttore d'orchestra Seiji Ozawa. Dal 1999 il pianista Fujiko Hemming, che suona Liszt e Chopin, è diventata molto famosa ed i suoi CD hanno venduto milioni di copie.
JAZZ
Dagli anni trenta, escluso il periodo della II Guerra Mondiale, quando questa fu vietata come musica del nemico, il jazz ha avuto una grande diffusione nel Paese del sol levante. Il mercato giapponese è diventato uno dei mercati più importanti: non è inconsueto che delle musiche di scarsa esecuzione si possano trovare incise soltanto in Giappone. Oggi, un notevole numero di giapponesi suona il jazz e non è soltanto un ascoltatore. Musicisti come Hiromi, Keiko Matsui, June Kuramoto e Sadao Watanabe hanno un notevole numero di estimatori al di fuori del loro Paese.
MUSICA PER VIDEOGIOCHI E ANIME
I primi videogame, a causa dei poco potenti chip dei computer di allora, avevano dei commenti musicali poco attraenti. Con l'avanzare della tecnologia la qualità del suono prodotto dalle schede audio dei computer aumentò in maniera esponenziale. Il primo videogioco ad imporsi per la qualità della sua musica fu Xevious, altrettanto ammirato per la complessità, per quei tempi, della sua realizzazione. Anche se molti videogiochi hanno avuto delle ottime musiche per accompagnare le azioni di gioco, una delle più importanti musiche mai scritte per un videogioco può essere quella di Dragon Quest Chrono Trigger o Kingdom Hearts.
Koichi Sugiyama, un compositore noto per aver scritto la musica per vari film, fu coinvolto nel progetto di dare una vera colonna sonora ai videogiochi. Prima di questo suo coinvolgimento, la musica era spesso dimenticata nella produzione ed i programmatori, a corto di conoscenze musicali, erano spinti a produrre delle musiche che non stancassero i giocatori dopo ore e ore di gioco. Un altro noto compositore di colonne sonore per videogiochi è Nobuo Uematsu. Le prime sue composizioni per la serie Final Fantasy sono state arrangiate per orchestra.
Koji Kondo, il principale compositore per Nintendo, è anche uno dei massimi esponenti sulla scena giapponese della musica per videogiochi. Egli è noto per aver scritto le musiche per molte serie Nintendo, fra cui The Legend of Zelda e Mario.
Oggi le colonne sonore dei videogiochi più famosi sono vendute su CD. Anche il mercato degli anime è molto fruttuoso e diversi artisti nella seconda parte del novecento, e in particolar modo a partire dagli anni novanta, hanno realizzato canzoni per anime, tra i quali Utada Hikaru, Porno Graffitti, Yui Horie, L'Arc~en~Ciel, Orange Range e Shoko Nakagawa.
Anche gli anime possono contare su numerosi artisti e simile notorietà: un esempio per tutti è la compositrice Yoko Kanno.
STRUMENTI TRADIZIONALI
Biwa (琵琶)
Fue (笛)
Hichiriki (篳篥)
Hocchiku
Hyoshigi
Kane-kaka
Kakko
Kokyu (胡弓)
Koto (箏)
Okawa (Conosciuto anche come O-tsuzumi)
Ryūteki(竜笛)
Sanshin
Shakuhachi (flauto di bambù) (尺八)
Shamisen (三味線)
Shime-Daiko
Shinobue (篠笛)
Sho (笙)
Suikinkutsu (cetra tirolese ad acqua)
Taiko (i.e. Wadaiko) (太鼓~和太鼓)
Tsuzumi (鼓)

Se siete interessati, fatemelo sapere! Pubblicherò post su uno specifico strumento musicale oppure su un gruppo o un cantante giapponese. Sayounara, dalla vostra
*Checca-chan